Nel mondo della finanza l’espressione too big to fail – troppo grande per fallire – è ricorrentemente utilizzata per indicare una banca che, a causa della sua importanza e del suo impatto sull’intero sistema, non può e non deve fallire. Anche nell’immaginario collettivo, fino a poco tempo fa, le banche vivevano circondate da un’aura di magnificenza e potenza, come se fossero gli istituti senza i quali sarebbe crollato il sistema. La storia più recente tuttavia ci ha insegnato che così non è: la banca può fallire e i risparmiatori possono perdere il proprio denaro (vedi Banca Etruria & co).

Proprio in questo scenario di crisi e sfiducia del risparmiatore nei confronti del sistema finanziario, spicca l’iniziativa di Banca Mediolanum, che con il Tour 2016 “Mercati finanziari e scenari futuri: scopri la soluzione per investire con metodo“, ci prospetta un futuro inaspettatamente in crescita e incoraggia a “far lavorare il denaro”. Come? Investendo e affidandosi, guarda caso, al suddetto istituto che – ribadisce Stefano Volpato, Direttore Commerciale di Mediolanum – ha un altissimo indice di solidità pari al 20,2%. Certamente la solidità è fondamentale, tuttavia gli elementi che spesso vengono trascurati sono la trasparenza – che dovrebbe permettere al risparmiatore di conoscere realmente la situazione dell’istituto al quale si è affidato – e l’onestà della banca stessa nel vendere prodotti finanziari adeguati al patrimonio del cliente.

Insomma se da una parte abbiamo i risparmiatori che non hanno intenzione di investire nemmeno un centesimo per la legittima paura di perderlo e che non riescono a capire le normative in continuo mutamento, dall’altra abbiamo le banche che infondono fiducia a tutti i costi nella speranza di rimettere in moto quello stesso sistema dal quale traggono il proprio profitto. Certo è che in un mondo come quello economico bisogna avere aspettative positive par far sì che le cose vadano realmente meglio, ma non bisogna perdere di vista quella che è la realtà dei fatti.

Infatti, dal primo gennaio 2016, con la Direttiva n. 2014/59 dell’Unione Europea per il risanamento e risoluzione di enti creditizi e imprese di investimento (detta BRRD), è attivo il bail-in, ovvero il salvataggio interno delle banche, il cui scopo è quello di escludere l’impiego di fondi pubblici in caso di dissesto bancario coinvolgendo – invece – in ordine gerarchico le azioni, le obbligazioni subordinate, le obbligazioni ordinarie e addirittura i depositi oltre i 100.000€. In altre parole, se la banca dovesse fallire non solo perderebbero i propri investimenti gli azionisti e gli obbligazionisti ma anche coloro i quali sul conto correte hanno più di 100.000€!

Banca
Fonte consob.it

Diventa quindi fondamentale che le istituzioni promuovano iniziative di educazione finanziaria al fine di poter informare i cittadini e di far conoscere i rischi che si corrono investendo il proprio denaro. Un domani di fronte al direttore della nostra banca dobbiamo saper contrattare alla pari così da “far lavorare il nostro denaro” in maniera consapevole; nell’attesa di capire meglio come funziona questo mondo, possiamo sempre rispolverare il buon vecchio salvadanaio.

Commenti

commenti