L’associazione Intercultura, anche denominata con l’acronimo AFS (American Field Service), nacque nel 1915 in Francia da un gruppo di giovani volontari americani che prestarono soccorso ai feriti della I guerra mondiale non curanti di differenze assiologiche.

Intercultura logo
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L’associazione prese piede in Italia negli anni successivi alla II guerra mondiale. L’obiettivo di AFS nel corso degli anni mutò considerevolmente: da iniziale soccorso umanitario ad associazione che promuove scambi culturali tra Paesi anche molto differenti tra loro per cultura, storia, tradizioni.

Intervistando una ragazza che sta partecipando a questo progetto possiamo scoprire ulteriori dettagli.

Chiara, come mai hai deciso di intraprendere quest’esperienza?
-Sara, ho scelto di intraprendere quest’esperienza perché ho sempre sognato di scoprire culture diverse dalla mia, viaggiare e cominciare a comprendere modi di vivere differenti e vedere le cose che non mi appartengono. Ho maturato questa idea nel corso degli anni e una volta venuta a conoscenza di AFS ho cominciato a pensare che fosse l’opportunità che avevo sempre sognato.
Hai dovuto sostenere qualche test per poter proseguire con l’esperienza? E’così semplice partire?
-Inizialmente mi sono iscritta al sito di Intercultura, in seguito ho dovuto superare alcuni step (colloquio orale, colloquio con volontari e la mia famiglia, ho dovuto scegliere 10 Paesi e in seguito ho compilato diversi documenti). Una volta consegnato il  fascicolo ai volontari e dopo un periodo di tempo, mi hanno dichiarato idonea per proseguire con il viaggio e tra i 10 Paesi scelti ti assegnano il tuo Paese.
-Qual è stato il Paese che ti è stato assegnato e come ti trovi adesso?
-La Danimarca, mi piace molto! Sono stata molto fortunata perché è stata la mia prima scelta. Adesso sono qui da poco più di tre mesi, inizialmente ho trovato l’ambiente un po’ freddo, tuttavia con il passare del tempo ho scoperto che qui le persone hanno solamente bisogno di tempo per aprirsi e fidarsi di te.

intercultura-Ti sei fatta degli amici?
-Sì, i primi amici che ho avuto sono stati gli italiani che con me hanno scelto lo stesso percorso e che adesso si trovano in Danimarca. Il nostro rapporto si è potuto consolidare ulteriormente, dato che il Paese è molto piccolo e quindi è facile potersi incontrare. Gli altri miei amici sono i miei compagni di classe, gli altri AFSers.
-Consiglieresti quest’esperienza ad altre persone?
-Sì, perché è un’esperienza che – nel bene o nel male – è estremamente formativa, ti fa crescere e ti aiuta a conoscere i tuoi limiti. Tu prima di partire pensi di poter scoprire una nuova cultura, ma in realtà scopri molto di più partendo, te stessa.

Per  ulteriori informazioni informazioni: http://www.intercultura.it

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