Jane Eyre: “una rosa piena di spine”

“… E sentirmi umiliata dalla consapevolezza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, John e Georgiana Reed” . Già dal primo capitolo del libro veniamo messi di fronte allo stato d’animo che accompagna,per tutta la sua infanzia, la protagonista: Jane. Come in altri romanzi di Charlotte Brontë il personaggio principale è una drammatica figura di donna. Jane, orfana sin da bambina, viene a malincuore ospitata dalla zia Mrs Reed, obbligata dalla promessa che aveva fatto al marito in punto di morte. Cosi trascorre la sua infanzia tra le mura di Gateshead tra l’arcigna zia e i cugini dispettosi e che hanno nei suoi confronti un atteggiamento di superiorità. Fin da bambina Jane dimostra un carattere schivo e riservato, ma non arrendevole anzi con una volontà di ferro che attira le antipatie dei suoi stessi parenti, che la allontanano da casa per studiare nella scuola di Lowood. Tra le mura del triste istituto, la protagonista è costretta a una vita di stenti e sacrifici dove non mancano ingiustizie e tormenti, ma è proprio all’interno della scuola che conosce Miss Temple, la dolce insegnante che avvierà Jane al mestiere di governante. È così che la nostra protagonista troverà occupazione a Thornfield. Qui Jane, nonostante non sia né bella, né attraente, riesce a conquistare l’amore del suo padrone: l’ombroso e passionale Edward Rochester.

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Potrebbe così sembrare di essere di fronte all’ennesima storia d’amore tra la dolce e buona ragazza di umili origini e il ricco e aristocratico padrone,ma proprio quest’ultimo è il portatore di un oscuro segreto che solo quasi alla fine del romanzo verrà fuori e che cambierà ancora una volta le carte in tavola. È questo che fa di Jane Eyre un capolavoro:il suo non essere mai banale grazie al mistero che si cela dietro ai personaggi, agli episodi quasi “magici” che ostacolano la travolgente storia d’amore, all’’incredibile forza di volontà della protagonista stessa e al suo carattere che la porterà a realizzarsi innanzitutto come donna.

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