Fonte ansa.it
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E’ trascorso solo qualche giorno dall’ultima scossa di terremoto che ha devastato Norcia, Preci, Castelluccio ed altri borghi del Centro Italia. Eventi del genere sprigionano sempre un’eco di sofferenza e di solidarietà ma anche – purtroppo – di ingiuste e aride polemiche. E’ vero, bisogna confessare che l’Italia ha più volte palesato di non essere del tutto abile e competente circa la gestione delle emergenze sismiche: il Piano di emergenza ed evacuazione – ad esempio – che si qualifica come strumento idoneo alla valutazione dei rischi ed all’individuazione delle necessarie misure tecniche, organizzative e procedurali, sembra spesso essere un miraggio sul piano sostanziale. Però, non prendiamocela – almeno per una volta –  con la legge o con la politica: qui il problema sembra essere molto più radicato di quanto si creda.  Questa inadeguatezza non è  propria del nostro ordinamento giuridico (che ingloba leggi all’avanguardia in merito), ma della sensibilità sociale di tutti e di ciascuno: sul piano collettivo, la cittadinanza deve avere una maggiore consapevolezza circa i criteri idonei alla gestione delle emergenze, attraverso una fattiva partecipazione alla realizzazione del Piano di Emergenza; sul piano individuale -invece – ciascun cittadino deve sensibilizzarsi a prevenire e valutare le perentorie conseguenze che derivano da questi disastri. Nonostante la palpabile tragicità di questi eventi, amaramente occorre riscontrare la presenza di un chiassoso cicaleccio in merito a presunti intrighi di palazzo volti a manomettere la gestione del dramma sismico. Un primo segnale è arrivato da una senatrice della Repubblica, Enza Blundo, che non ha trascurato il “declassamento” della scossa del 30 ottobre scorso da 7,1 a 6,1 della scala Richter. Il fatto segnalato dalla senatrice parrebbe essere – a detta sua – una diabolica mossa del Governo Italiano, il quale avrebbe voluto disattendere in tal modo al suo dovere di risarcire i terremotati. Per non parlare poi del giornalista TV Antonio Socci, che, senza troppi giri di parole, ha scritto in un tweet – diventato ormai virale – che  il Papa più che ossequiare Lutero, demolitore del cristianesimo, avrebbe dovuto “consacrare l’Italia sotto il patrocinio della Madonna”. Fermo restando che la libertà di opinione costituisce un bene intangibile, prima sul piano morale e poi giuridico, la diffusione delle solite polemiche sterili potrebbe offuscare la mente di ognuno, mettendo da parte il problema reale. Se poi tali polemiche, prive di fondamento scientifico, provengono da personaggi notori, il pericolo potrebbe straripare e coinvolgere un’ampia fetta di cittadini, rischiando di far passare l’idea, in questi contesti di devastazione totale, che il vero problema risieda altrove.

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