The Young Pope: quel Pio XIII che ci piace tanto…

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E’ stata annunciata come la serie-evento dell’anno. Ha conquistato i telespettatori della pay tv più seguita d’Italia, destando non poche critiche. The Young Pope, la serie dal cast stellare che sta conquistando il venerdì sera di italiani e non, per la regia di Paolo Sorrentino, segue le vicende di un pontefice non troppo convenzionale, interpretato da un angelico Jude Law. Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, orfano, americano, 47 anni, si presenta come l’allievo migliore del cardinale americano Spencer, fiore all’occhiello del conservatorismo del conclave.

young pope
fonte rumors.it

Ma come tutti i giovani porta con sé una ventata di inevitabile cambiamento. Lenny (permetteteci di chiamarlo così, ormai ci siamo affezionati ndr) nelle vesti di un pontefice conservatore, informa il suo pontificato di un simbolismo antico e nuovo; Sorrentino ha costruito l’archetipo di un pontefice rinascimentale trasbordato nel 2016, una figura schiva che ricerca una Chiesa molto meno madre e molto più matrona, fondata sulla paura e che ha poco a che vedere con l’abbraccio ecumenico dei pontefici millennials; un pontefice riservato che non svela il suo volto ai fedeli e che suscita in tutto il Vaticano non poche preoccupazioni. Il papa dalla sigaretta sempre in bocca è un continuo scontro dialettico tra la portata conservatrice delle sue idee e i metodi innovativi con cui le mette in pratica.

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fonte dazebaonews.it

Tra metodi spregiudicati e la ricerca di un Dio che Lenny sente lontano, riaffiorano come flashback i ricordi di un bambino cresciuto in orfanotrofio, che non ha mai conosciuto i genitori, probabilmente due hippy che l’hanno lasciato davanti alla porta della casa per bambini che gestisce Suor Mary – interpretata da Diane Keaton – che Pio XIII fa appositamente arrivare dall’America per assisterlo come sua segretaria particolare. Si tratta di una suora dallo sguardo di pietra, apparentemente impassibile, col cuore di una madre che ha visto suo “figlio” diventare papa: Suor Mary legge in Lenny lo sguardo del divino fino a definirlo un santo.

Ed è proprio Suor Mary l’anello che congiunge Lenny con l’eclettico Cardinale Segretario di Stato Angelo Voiello, interpretato da Silvio Orlando, un’eminenza più grigia che porpora, il politico di vecchio corso della compagine vaticana; tifoso sfegatato del Napoli, trova che le sue migliori biografie siano quelle scritte dai suoi nemici. E’ fortemente spaventato dal nuovo pontefice e ne scaturisce un rapporto conflittuale tra i due, tale da spingerlo a chiedere “perdono per il tutto il male che dovrà compiere per il bene della Chiesa”. Un modo del tutto nuovo di leggere le vicende dello Stato più piccolo del mondo, quella piccola realtà in cui “il pettegolezzo diventa calunnia“, dove l’antico richiamo al rinnovamento si scontra con il nuovo ritorno alla tradizione.

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fonte dailymail.co.uk

Sorrentino ha quindi elaborato un microcosmo all’interno delle mura vaticane, inteso diversamente dagli stereotipi comuni. Una realtà ristretta con tanti segreti ancora da svelare, composta da un esercito di prelati e funzionari che dietro la talare si riscoprono per la loro umanità, con i loro difetti e le loro fragilità. Uno stato che vive di voci e cattiverie, di alleanze e rivalità. E Lenny Belardo ne è il sovrano incontrastato.

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