“History depends on it”, la storia dipende da noi: così ha inizio l’appello agli americani del giornalista del Guardian Jones Owen in occasione dell’Election day, che ha fatto temere quanto sperare. Jones ci presenta agli Stati Uniti dell’American Dream, del blackpower, di Martin Luther King, di Rosa Parks, delle quattro libertà rooseveltiane (libertà di espressione, di religione, libertà dal bisogno e dalla paura): da oggi questa America forse possiamo dimenticarla.

Donald Trump. Fonte corriere.it
Donald Trump. Fonte corriere.it

I cittadini americani hanno deciso di cedere al populismo estremista, che riesce – nei casi di crisi e debolezza nazionale – a trasformare le lamentele contingenti in promesse di cambiamento, a volte in senso democratico, a volte in senso autoritaristico. Possiamo annunciare – dunque – che gli ideali americani siano spazzatura? Diventeranno quotidiani e regolari gli scontri tra poliziotti e afroamericani? Non avremo più occasione di superare la divisione di fatto (anche se non di diritto) delle scuole tra quelle dei bianchi e quelle dei neri? Non potremo più sperare in una riduzione del tasso di mortalità della popolazione afroamericana, che raggiunge livelli da Terzo Mondo? Prevarranno gli interessi economici, strategici, nazionalistici, su quelli umanitari? Saranno violati i diritti degli immigrati e della popolazione LGBT?

Cosa ha inizio con la vittoria di Trump? La chiusura. Avremo Stati Uniti che gelosamente difendono la propria economia, facendo prevalere i propri interessi nazionalistici (prima era diverso?). Non saranno più aperte le porte della superpotenza a chi cerca in essa una nuova vita. Sarà minacciata la vita dell’Agenzia EPA per la protezione ambientale – un baluardo degli ambientalisti – tanto denigrata da Trump, strenuo difensore della produzione energetica fossile, contrariamente alla Clinton, il cui programma promuove la environmental sustainability. Gli USA allora continueranno ad essere il primo Paese con più alta emissione di gas serra, responsabile del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.

Hillary Clinton. Fonte corriere.it
Hillary Clinton. Fonte corriere.it

Cerchiamo – tuttavia – i fattori positivi in questa biblica fine del mondo, la fine del liberalismo post-capitalistico, dell’egualitarismo, del democraticismo, dell’ambientalismo e del ritorno dell’isolazionismo americano. Su questa linea, Trump ha promesso la riduzione degli interventi militari all’estero, se non in casi eccezionali. La Clinton si dimostrava più battagliera in politica estera, rispetto anche al predecessore. La vena protezionistica di Trump chiuderà il mercato statunitense e il tanto atteso Trattato di libero scambio con l’UE non verrà concluso?

fonte ansa.it
fonte ansa.it

Di fronte al programma politico del presidente americano bisogna porre sui piatti della bilancia della democrazia, della giustizia, dell’uguaglianza, della libertà, dell’umanità, le sue promesse e progetti. L’esito del bilanciamento non è mai scontato, fedele, costante. La democrazia, di cui l’America dovrebbe essere simbolo, è fatta di promesse non mantenute, direbbe Bobbio. Se le dichiarazioni di Trump hanno questa natura, allora l’America può non disperare. Ricordiamo – però – che i veri protagonisti della politica non sono più gli individui, ma i gruppi di pressione, capaci di far valere i propri interessi al governo, il potere invisibile (es. multinazionali, banche, servizi segreti). Se tali interessi di parte coincideranno con i principi democratici e libertari, di cui vanno fieri gli americani, paladini della civiltà moderna e cosmopolita, Trump non potrà distruggere 250 anni di storia americana. Si spera che non si formi un clima di guerra civile o di colpo di stato, strumenti  condannabili  per la difesa della democrazia egualitaria contro l’autoritarismo illiberale. Un clima post-bellico già si intravede nei mercati finanziari, tutti in discesa dopo l’annuncio della vittoria di Trump.

Trump è stato votato dai cittadini americani: questi si dichiarano stanchi dei buonismi del partito democratico, perchè mai si sono concretizzati in un benessere per tutti.

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