Si è svolta ieri, nella Sala dei Corazzieri del Quirinale, la tradizionale cerimonia per lo scambio degli auguri tra il Presidente della Repubblica e le Alte cariche dello Stato. Hanno partecipato a questa consueta cerimonia il presidente emerito Giorgio Napolitano, la Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e il Presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi. “È necessario dotare il nostro Paese di leggi elettorali, per la Camera e per il Senato, che non siano – come in questo momento – l’una fortemente maggioritaria e l’altra assolutamente proporzionale, ma siano omogenee e non inconciliabili fra di esse e pienamente operative, affinché non vi siano margini di incertezza nelle regole che presidiano il momento fondamentale della vita democratica”, così Sergio Mattarella. In effetti, dopo i salamelecchi  di rito, il Capo dello Stato ha affrontato  – con il tono pacato e per alcuni depresso che lo connota – le problematiche che attanagliano l’attuale scenario politico.  Occorre prendere le mosse dal valore intangibile della democrazia, valore che è stato  ulteriormente corroborato dal risultato del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, occasione in cui la cittadinanza ha manifestato espressamente la volontà di “essere protagonista delle scelte collettive”. Pur se ha destato torpore o financo sonni profondi, il preambolo di questa allocuzione è dotato di una smisurata forza assiologica: soltanto se si comprende il significato più recondito della democrazia è possibile uscire da questa situazione di perenne impasse.

Paolo Gentiloni
Paolo Gentiloni. Fonte repubblica.it

È proprio per questo che il neo-governo Gentiloni necessita di una pienezza delle funzioni, condicio sine qua non per poter pervenire ad una equa legge elettorale.  A prescindere dalle dietrologie che caratterizzano il dibattito politico, occorre procedere con i fatti, nell’esclusivo interesse del Paese. “È necessario un clima di dialettica vivace, ma corretta e seria” – prosegue Mattarella. “Chi suscita e diffonde sentimenti di inimicizia o di odio agisce contro la comunità nazionale e si illude di poterne orientare la direzione. L’odio che penetra in una società la pervade e si rivolge in tutte le direzioni, verso tutti e verso ciascuno“.

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella. Fonte panorama.it

Il discorso del Capo dello Stato non poteva non concludere con un commosso ed autentico pensiero rivolto alla tragedia che si consuma ad Aleppo, in Siria: “La vocazione alla pace va ribadita mentre la tragedia che si consuma ad Aleppo, mietendo vittime innocenti tra la popolazione civile – bambini compresi – è divenuta l’emblema più doloroso del clima di disumana violenza e di cinica sopraffazione che spesso si manifestano, della mancanza di collaborazione tra gli Stati, dell’impotenza della politica e della diplomazia”.

Commenti

commenti