In questi giorni il panorama musicale reggino, e non, ha scoperto un nuovo talento, stiamo parlando di Gaetano Chirico, in arte HAN. “zeroseventwonine” è la canzone che ha conquistato l’intera redazione de ilSaccente.it e con il suo nuovo EP “The Need To Belong”, che uscirà il 20 Gennaio per conto di Street Mission Records / [PIAS], siamo sicuri che molto presto potremo ancora avere a che fare con lui. Abbiamo posto alcune domande per scoprire come pensa l’artista e quali sono i suoi sogni da nuova figura emergente.

Chi è Gaetano e chi è HAN?

Il più delle volte sono la stessa persona. Gaetano è uno studente fuori sede con una grande passione per la musica e per il cinema, mentre HAN è il suo alter ego più sicuro, sfacciato e volenteroso. Credo si possa semplificare così, più o meno.

Il nome HAN da cosa nasce?

Nasce dal mio grande amore per la saga di Star Wars. Insieme a 007 sono stati i primi film della mia infanzia, quindi in qualche modo mi hanno di sicuro segnato. È sostanzialmente un gioco di parole tra il nome del personaggio interpretato da Harrison Ford, Han Solo appunto, ed un acronimo che sta per ‘He’s A Nobody’.

La passione per la musica da cosa nasce?

Probabilmente mi è stata inculcata da ore di Queen, U2 e tanti altri artisti ascoltati dai cugini maggiori e dalla forte curiosità e attrazione verso tutti quei dischi presenti nella loro cameretta. Quegli ascolti, seppur passivi inizialmente, mi hanno formato e invogliato ad andare sempre più a fondo, alla ricerca della musica più disparata.

Come definiresti il tuo genere?

Non amo molto le etichette, ma categorizzarla come Synth-Pop o Pop elettronico va più che bene.

Hai studiato musica?

Solo un paio di anni di canto, oltre ad una piccola infarinatura alle scuole elementari e medie. Mi piacerebbe riprendere al più presto e spero di poter ricominciare già con l’inizio del nuovo anno.

Il percorso che hai affrontato è stato difficile?

Non particolarmente. Forse è stato difficile trovare le persone giuste per avviare un progetto di musica inedita e maturare la consapevolezza che, al contrario di ogni mia aspettativa, da solo avrei potuto fare di più. Quantomeno dal punto di vista creativo, visto che sotto il profilo produttivo ed esecutivo adoro circondarmi di amici e gente che condivida la mia visione d’insieme delle cose. È stato anche difficile ‘sopportare’ i costi che produrre musica richiede e per questo sono molto grato alla piccola grande etichetta che ha deciso dalla scorsa estate di supportarmi, Street Mission Records.

Sei riuscito, secondo te, in quello che hai fatto?

Di certo sono riuscito a togliermi il “pallino” di poter registrare le mie canzoni in studio e di realizzare il mio primo videoclip. Per quanto insignificanti, sono piccoli traguardi che di base mi rendono parecchio felice, a prescindere dalla qualità finale.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, cosa sogna HAN?

Avendo concluso la produzione del mio primo EP giusto qualche giorno fa, l’obiettivo primario al momento è quello di mettere in piedi una band per portare in giro, in live music, le canzoni che ho scritto e che continuo incessantemente a scrivere. Avverto il forte bisogno di poterle cantare davanti ad un pubblico più di ogni altra cosa.

Raccontaci com’è nata la tua canzone “zeroseventwonine”.

È nata lo scorso anno durante un periodo non troppo felice che mi ha portato a riflettere molto su determinati aspetti della mia vita e della mia persona. Si è sviluppata davanti a tre diverse finestre e altrettanti cieli, letteralmente. L’immagine che più mi ha scosso e spinto a scriverla è stata quella intravista dal finestrino dell’aereo che mi stava riportando a casa a Reggio, nel preciso momento nel quale squarciato un soffitto nero di nuvole milanesi che per giorni avevano impedito al Sole e all’azzurro del cielo di poter essere ammirati, siamo stati investiti da una forte luce.

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato maggiormente?

Cerco di tradurre in musica tutto il mio bagaglio di ascolti, quindi sicuramente U2, Depeche Mode, David Bowie, Radiohead, ma anche artisti contemporanei quali Kanye West, James Blake, Bon Iver, Frank Ocean, xx e Lorde. Provo ad analizzarli, a mescolarli e a filtrarli secondo la mia personalità e sensibilità, creando qualcosa che mi appartenga e che abbia il più possibile una sua identità.

Consiglio, a voi, lettori di ascoltare questo inedito e vi auguro un buon ascolto.

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