Berlino 19 Novembre. Solita meravigliosa giornata natalizia, il clima è festoso. Siamo nel quartiere di Charlottenburg, nel centro della capitale, vicino la chiesa del Ricordo, la zona pullula di negozi, tra cui i famosi mercatini di Natale. Scene di ordinaria amministrazione diremmo quando all’improvviso accade il peggio, tutto si trasforma in tragedia in pochi istanti. L’atmosfera festosa diventa paura. Un camion di Danzica, partito dall’ Italia, si schianta sulla folla, si contano attualmente dodici morti e una cinquantina di feriti di cui molti in gravi condizioni. Alla guida si trovavano due persone: il copilota morto al momento del maledetto impatto e il pilota, arrestato subito dopo e adesso sotto interrogatorio. La dinamica riprende chiaramente quanto già avvenuto quest’estate a Nizza. La matrice è la stessa, il The Guardian parla di una rivendicazione dell’attentato da parte dell‘ISIS.
Angela Merkel attraverso il suo portavoce si è detta “sgomenta” ed “in lutto per le vittime nella speranza che  i tanti feriti possano essere aiutati“. Ancora una volta l’Europa e il mondo piangono, ancora una volta l’Europa si è fatta cogliere impreparata al cospetto della folle violenza di questi assassini. La cancelliera tedesca – inoltre – ha dichiarato poco fa: “Sappiamo che la persona che ha compiuto questo attacco aveva chiesto asilo in Germania. Continueremo a dare sostegno alle persone che chiedono di integrarsi“. Le parole di Merkel sono una risposta ai movimenti di destra tedesca, che in queste ore stanno puntando il dito contro le politiche di accoglienza volute dalla cancelliera. “La Germania non è più una nazione sicura”, ha affermato Frauke Petry, leader di Alternativa per la Germania, secondo cui le vittime di ieri sono da considerarsi “morti della Merkel”. Malgrado l’avvicinarsi delle elezioni politiche, Angela Merkel ha mostrato di non voler rinunciare al principio dell’accoglienza per andare incontro ai favori del popolo.

Fonte ansa.it
Fonte ansa.it

La Germania, l’Europa e il mondo intero non deve vivere paralizzato nella paura, bisogna affrontare la situazione con provvedimenti drastici ma non affrettati, il mondo non vuole più piangere.

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