Vedere sbraitare e dare indicazioni in mezzo ad un campo da allenamento un ragazzo di 29 anni non sembrerebbe una cosa dell’altro mondo. Se invece andassimo a scoprire che quel ragazzo biondo – che dispensa consigli e suggerisce la posizione che i giocatori di una squadra tedesca devono mantenere – è l’allenatore, allora sfido chiunque a non rimanere stupito. Stiamo parlando di Julian Nagelsmann, giovane tecnico della compagine tedesca dell’Hoffenheim dal febbraio 2016. Se tutto questo ha già di per sè dell’assurdo, aggiungete che questo baby allenatore sta conducendo i suoi ragazzi ad una meravigliosa cavalcata che li vede posizionati alla quarta posizione della Bundesliga, al di sotto solo del Bayern di Ancelotti e delle due maxi-sorprese Herta Berlino e Lipsia. Beh allora viene da pensare che stiamo assistendo alla nascita di un vero fenomeno. Il giovane Julian, darebbe l’impressione di aver saltato la classica tappa del calciatore prima di diventare tecnico, ma in realtà non è così. Nagelsmann iniziò a giocare all’età di 3 anni e la sua carriera appariva abbastanza promettente tra le fila del Monaco 1860 e dell‘Augusta. Ma una serie di infortuni al ginocchio lo portarono ad “appendere” le scarpette al chiodo a soli 21 anni. Ebbe la fortuna di incontrare Thomas Tuchel, allora allenatore della seconda squadra dell’Augusta, che “lo fece innamorare del calcio visto con gli occhi del mister“, come dichiarò durante una intervista per l’emittente Fox Sports. Il giovane Julian  – quindi –  seguì l’attuale mister del Borussia Dortmund in qualità di secondo tecnico all’Hoffenheim nel 2012-13, e successivamente ottenne il ruolo di allenatore dell’under 19. L’11 febbraio del 2016 poi, l’allora tecnico della prima squadra fu obbligato a dimettersi per problemi di salute e fu chiamato proprio Nagelsmann a sostituirlo. Da lì alla fine del campionato è riuscito ad ottenere una miracolosa salvezza, è stato confermato e ora sta guidando i suoi ragazzi attraverso uno splendido campionato.

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Julian Nagelsmann. Fonte mirror.co.uk

E’ una storia fantastica quella del giovane condottiero tedesco e ci auguriamo non finisca presto. Anzi, sarebbe bello vederlo presto alla guida di qualche top club europeo, con il suo ciuffo biondo e i suoi occhi chiari, sgridando qualche ragazzo magari suo coetaneo dall’alto della sua esperienza da “giovane allenatore”, per poi urlare ad ogni goal “jawohl, klasse“(il suo urlo “personale” che significa “sì,eccezionale“) e correre in campo ad abbracciare tutti. Probabilmente è questa sua freschezza che spinge i suoi ragazzi a seguirlo così attentamente, e lui ne è consapevole. E chi lo sa, magari un giorno lo faranno arrabbiare talmente tanto da farlo correre negli spogliatoi a cambiarsi per entrare in campo, per guidare i suoi ragazzi da vicino, con la corsa di un giovane nemmeno 30enne e l’esperienza di un allenatore con quasi 10 anni d’esperienza. E’ il caso di dirlo, “klasse“, caro Julian.

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