Era l’11 gennaio 1999 quando all’età di 58 anni si è spento Fabrizio De Andrè, presso l’istituto tumori di Milano dopo poco più di 4 mesi di lotta contro un carcinoma polmonare, diagnosticatogli nell’agosto del 1998. Un lutto pesante, pesantissimo per il mondo musicale italiano dimostrato anche dalla presenza di oltre 10.000 persone ai funerali nella sua amata Genova. Ciò che non è andato via con lui è la sua intramontabile musica. Il Faber ha rivoluzionato il panorama musicale italiano, la musica è diventata accompagnamento dei suoi leggendari e profondi testi.

Fabrizio De Andrè non ha scritto semplici canzoni, le sue sono poesie che aiutano a riflettere e a trarre insegnamenti che il più delle volte nemmeno i libri di scuole danno. A volte può sembrare paradossale come molti giovani d’oggi possano stare ore e ore a sentire e a leggere musiche e testi del Faber. Invece no, non lo è. L’arte, la musica e la letteratura sono immortali, non hanno età e oggi più di ieri i messaggi delle sue canzoni hanno un significato più forte. Al contrario, è paradossale come molti, ancora oggi, si sorprendano quando il nome del cantautore genovese viene accostato alla letteratura e a poeti o scrittori di epoche diverse.

Fabrizio De Andrè
Fabrizio De Andrè. Fonte Libero.it

La letteratura è chiaramente cambiata. I modi di scrivere sono cambiati, i modi di comunicare sono diversi e non esistono solo il romanzo o la poesia come forme di letteratura. E’ qui che si evidenzia la grandezza del suo lavoro, la canzone ha smesso di essere solo musica e iniziato ad essere qualcosa di più di una semplice forma di intrattenimento. Testi e musica condividono lo stesso palcoscenico e diventano qualcosa che va oltre l’immaginazione.

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