Ci sono storie che vale la pena di raccontare. E persone che vale la pena di ascoltare. Storie comuni di persone comuni. Le storie di chi è riuscito a fare impresa nella propria terra contro tutto e tutti, facendo affidamento su prodotti italiani e sulla produzione artigianale. Oggi vi raccontiamo la storia di un gruppo imprenditoriale reggino, che detiene Birri Basta, Ciroma, Spaccanapoli, l’Hotel Alba Nuova, e La Rena, uno dei chioschi del Lungomare Falcomatà. Accompagnati da una buona birra artigianale, ma non prima di aver gustato la tradizionale pizza su tavoletta, abbiamo intervistato il “general manager” Luca De Pietro.

Ciao Luca, parlaci di te. Chi sei? Che ruolo svolgi? Qual è la tua storia?                 Ciao a tutti! Mi chiamo Luca De Pietro e sarei il “general manager” del gruppo, anche se il termine non mi piace ed è difficile da spiegare. Mi occupo un po’ di tutto, dal social-media marketing e la gestione di pagine social alla formazione del personale, fino ai rapporti con i fornitori e il servizio in sala, rapporti con la clientela, public relations in generale. Nel corso della mia carriera, ho fatto un po’ tutto dal cameriere alla cucina, fino al ruolo di responsabile. Mi sono sempre mosso in quest’ambito e per capirlo meglio ho deciso di dedicarvi i miei studi. Mi sono laureato in Economia del Turismo e dell’Ambiente presso l’Università di Messina e ho concluso i miei studi con un corso di alta formazione alla Bocconi. A Milano ho avuto modo di partecipare alla Borsa Internazionale del Turismo, e di verificare con mano quanto la nostra Calabria sia riuscita a sorprendere in positivo i turisti che non la conoscevano. Dopo una breve esperienza londinese per perfezionare la lingua e mettere in valigia ulteriore esperienza, sono tornato a casa e io, che sono originario di Cittanova, sono stato adottato da Reggio.

Quante e quali attività comprende questo gruppo e qual è stata la sua storia?     Il gruppo comprende Birri Basta, Ciroma, Spaccanapoli, l’Hotel Albanuova, il chiosco La Rena e si occupa di ristorazione e reinserimento sociale. E’ stata la cooperativa Alta Marea  a dar il via a tutto occupandosi da sempre di reinserimento sociale di persone provenienti da contesti disagiati. E’ nato tutto con il locale Agorà che ha preso il posto di Arca, una mensa universitaria, poi man mano hanno fatto da collante le varie iniziative individuali, ma sempre ben saldi sui diktat delle esperienze iniziali: caparbietà, serietà, qualità e tanta passione. Oggi siamo cresciuti ma continuiamo ad occuparci di reinserimento dei giovani.

Parliamo di Ciroma, Birri Basta e Spaccanapoli, i fiori all’occhiello del vostro progetto..                                                                                                               Un filo che collega tutte le attività è la scelta dei prodotti di qualità, un punto di partenza fondamentale sta nella scelta di prodotti nostrani e a soprattutto locali, come il maialino nero di Calabria, il caciocavallo di Ciminà etc. La lavorazione da parte di mani sapienti, fino alla cura nei minimi dettagli della location, dalle luci alla musica, che variano a seconda del tipo di clientela e del momento della serata. E poi le birre, fiore all’occhiello di Birri Basta; un’ampia scelta di birre artigianali, presenti in tutti i locali, birre esclusivamente artigianali, dalle sempreverdi belghe, alle tedesche, fino alle americane, con un occhio di riguardo per le birre nostrane: il Birrificio siciliano EPICA, le birre calabresi come la reggina Neither the Dogs (mancu li cani ndr),  o A MAGARA dalle mani del mastro Eraldo Corti; e poi la collaborazione con Moreno Ercolani, storico mastro birraio di OLMAIA,  più volte nostro ospite. Fino all’organizzazione di degustazioni in cui le birre vengono presentate, se possibile, direttamente da chi le ha ideate, di modo che la nostra clientela possa fare le domande più variegate, e soddisfare le proprie curiosità. E la pizza: fiore all’occhiello di Spaccanapoli, trionfo di gusto partenopeo: sembrava impossibile esportare la pizza napoletana fuori da Napoli, ma l’attenzione maniacale agli ingredienti, all’impasto, alla sua temperatura, alla temperatura dell’acqua, ci ha dato ragione. L’esperimento è andato a buon fine e tra un ritratto di Maradona e uno di Totò sembra proprio di stare a Spaccanapoli. Ma tra i due locali non poteva mancare una giusta sintesi: Ciroma, scelto da famiglie e ragazzi, dotato di un pub con annessa zona fumatori in cui Marco Pistone, l’ingegnere del bar delizia i nostri clienti con cocktail rinfrescanti. E nella sala pizzeria la possibilità di gustare una pizza un po’ Ciro, alta, alla napoletana, o Roma, bassa e leggera, nel rispetto della scuola capitolina.

spaccanapoli

Parliamo de La Rena, il vostro chiosco sul Lungomare Falcomatà                           La Rena, un riferimento linguistico tanto alla vicina Arena dello Stretto, quanto al termine dialettale (e latino) con cui si definisce la sabbia. Nemmeno sul mare si è voluto deformare il nostro modus operandi: stessa qualità, stessa cura dei dettagli, tanto nelle birre artigianali, che nei cocktails quanto nei nostri panini, come il tipico panino col pesce spada. Ma il nostro elemento più caratteristico sono le sedioline da spiaggia, un’innovazione senza precedenti: diamo la possibilità a chiunque di usufruire delle nostre sedie, gratuitamente e senza limiti di tempo, con l’unico obbligo di riporle dove sono state prese. Sembrava difficile, ma l’esperimento ha funzionato, la gente ne ha cura, come se fossero proprie.

la rena

Quali sono le difficoltà di fare impresa a Reggio Calabria? Quale incoraggiamento daresti a chi vuole costruirsi un futuro qui?                                                                (Per la domanda più spinosa ci risponde Rino, uno degli ideatori di questo progetto ndr) Le difficoltà esistono e sono senza dubbio difficoltà di carattere economico legate al territorio, ma la nostra realtà dimostra che, seppur difficile, se ci si crede si può fare. Metterci passione, sono convinto che senza passione non ce l’avrei fatta. E poi l’umiltà. Siate umili, anche se siete arrivati, avrete sempre qualcosa da imparare, magari anche da chi è al primo giorno.

La cosa più bella del tuo lavoro.                                                                       Amo questo lavoro a 360 gradi. Come già detto ho fatto di tutto, sono stato anche in cucina. Ma in cucina mancava una cosa, il rapporto con le persone. La possibilità di instaurare relazioni e rapporti è la cosa che amo di più.

Un saluto ai tuoi colleghi.                                                                                     Invito tutti coloro che lavorano con noi a darsi da fare: impegnarsi al massimo, come se stessi lavorando per te, come se fosse casa tua. Il modo migliore per comunicare ai clienti la passione che metti nelle cose che fai, che è la cosa più importante.

ciroma

 

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