Per i nostalgici della Gloriosa Reggina, la Redazione de IlSaccente.it ha intervistato Giuseppe Colucci, ex centrocampista amaranto nelle stagioni 2004/2005 e 2013/2014.

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Colucci fa il suo esordio a soli 16 anni nel Foggia, squadra della sua amata città. Dopo solo due stagioni approda in massima serie, nella Roma, dove – tuttavia – non disputa neanche un match. Nell’estate del 1999 viene prestato al Bordeaux, dove gli viene data la possibilità di collezionare due presenze in Ligue 1 e due partite in Champions League. Dopo l’esperienza francese, Colucci diviene un habituè della Serie A: dopo due stagioni nell’Hellas, approda al Modena, dando un apporto decisivo per la salvezza degli emiliani. Dopo un anno nel Brescia, passa alla Reggina con la maglia numero 18, dove disputa ben 30 partite, insaccando 4 goal stagionali. Nel 2005 viene acquistato dal Livorno, per poi stabilizzarsi a Catania per un triennio. Colucci diventa ben presto una certezza nella squadra etnea, registrando ben 49 presenze. Nel 2009 passa al Chievo, per poi essere ingaggiato dal Cesena. Dopo una breve parentesi pescarese, nel 2013 fa il suo ritorno nella squadra amaranto, per poi appendere le scarpette al chiodo nel 2015.

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Ecco l’intervista integrale che Giuseppe Colucci ha rilasciato alla nostra Redazione sulla sua esperienza nel club amaranto.

Qual è il ricordo più bello che hai della stagione 2004/2005 nella Reggina? Forse il tuo goal contro la Juventus?

Di ricordi belli ne ho tanti. Sicuramente quel goal alla Juventus è tra quelli più belli, ma se ne dovessi scegliere uno in modo particolare, direi che ho avuto la fortuna di vivere in un gruppo stupendo (Zamboni, Balestri, Soviero, Mesto, Borriello, Mozart, Paredes ecc…).

Cosa ti ha spinto a tornare nella Reggina nella stagione 2012/2013, dato che la squadra e la società non stavano vivendo un momento facile?

Sicuramente il mio ottimo rapporto con il Presidente Foti ha inciso tanto per il mio ritorno. Ho giocato dal gennaio 2013 al gennaio 2014, e sicuramente la salvezza della stagione 2012/2013 ha dell’impresa, visto che non furono fatti neanche i playout.

Un goal di Cossato – su un tuo assist – a pochissimi minuti dalla fine di una partita drammatica, condannò la Reggina nel 2001 alla retrocessione in serie B. Ti si potrebbe definire “croce e delizia” per la Reggina e per la tifoseria amaranto?

Ma sì, li ero un calciatore dell’Hellas Verona e da professionista ho dato il massimo per la mia società.

Ti va di raccontarci un aneddoto simpatico vissuto durante la tua permanenza nella Reggina con i tuoi compagni di squadra?

Aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma ne vorrei citare uno affinché possa far capire la forza di quel gruppo. Prima della partita contro la Juve (vinta 2-1), ci fu il caso doping di Mozart, che per noi era il nostro capitano ed un calciatore insostituibile, bene quella notizia ci caricò talmente tanto da vincere contro una Juve straordinaria.

Per quali ragioni ti sei lanciato nell’avventura di direttore sportivo e non di allenatore?

È una scelta che ho fatto, spero che porti a quello che mi sono prefissato.

Adesso sei il direttore generale del Foggia, la squadra della tua città. Quali sono le prospettive del Foggia, che si ritrova a giocare ad oggi in Lega Pro?          

In questo mercato di gennaio stiamo cercando di puntellare la squadra affinché si possa realizzare il sogno di un’intera città, la Serie B.

16216071_10210471213489218_774433326_nRingraziando Giuseppe Colucci per la sua disponibilità, gli auguriamo in bocca al lupo per i suoi ambiziosi progetti.

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