Chi di voi non ha mai cercato, su Google Maps, casa propria? Ecco, sappiamo già la risposta, ma Luca Pitasi e Lidia Errante, con il progetto Reggio Zenitale, non si sono fermati a questo. La loro attenzione si focalizza nel selezionare scorci satellitari e renderli zenitali, ribaltando così il punto di vista. Il loro intento non è la ricerca del bello – anzi come loro stessi affermano – “cerchiamo di abbattere la scontatezza su come si affronta una camminata”, cercando così di dare un punto di vista originale ed icastico, ad una velocità, scala e proporzione diversa. Non danno una loro chiave di lettura, anzi ne lasciano molteplici, e come hanno potuto notare da questi mesi di attività, le persone non riescono  a cogliere come è progettato o realizzato un luogo, ma più che altro le suggestioni che esso imprime, un po’ come Marco Polo si riferiva all’imperatore Tartari Kublai Khan: “D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a un tua domanda” nel celebre libro di Italo Calvino, Le Città Invisibili.

Interessante senza dubbio la sezione Confronti sul loro sito, dove si può notare il mutamento di un territorio, che a scala umana non è percettibile, ma con le immagini satellitari a distanza di più di un decennio, diventa davvero impressionante. Anche questa è l’evoluzione che vorrebbero dare al progetto, ovvero reperire immagini datate e metterle a confronto con le immagini che hanno già realizzato e che hanno a disposizione. La passione di Luca e Lidia è nata dagli studi universitari di entrambi: “Durante gli studi in architettura abbiamo sempre usato queste immagini, ortofoto, foto satellitari. E’ un tipo di vista che ci ha sempre interessato esplorare e mettere a confronto”. Nella nostra chiacchierata “saccente”, hanno tenuto a sottolineare che il loro progetto non trova fondamento in altre iniziative, ma esclusivamente da influenze culturali e dal loro percorso di studi.

38°15’12″N 15°43’41″E. Viadotto nei pressi della Contrada Oliveto a Scilla. - reggiozenitale.it
38°15’12″N 15°43’41″E. Viadotto nei pressi della Contrada Oliveto a Scilla. – reggiozenitale.it

Il progetto di Reggio Zenitale si basa sulla tecnica dello Zenit, ovvero una ripresa dall’alto con l’asse ottico perfettamente verticale rispetto al soggetto che si intende riprendere. Da questo originale punto di vista è possibile scorgere delle particolarità e delle dinamiche legate al territorio impossibili da cogliere da una prospettiva umana. Lidia Errante ha rimarcato come fosse curioso osservare che da questo punto di vista, l’affluenza o la caoticità di un luogo, non sono più legati alla quantità di persone – che a queste distanza non sono più visibili – ma al numero di auto presenti. Un esempio che hanno riportato è quello del svincolo che collega l’autostrada a Scilla. Se da un ottica umana essa risulta essere un mero raccordo, dalla prospettiva zenitale si coglie come questo scorcio non sia statico, ma presenti una dinamicità sorprendente. Si tratta di angolazioni in continuo movimento,  “come se fossero pronte ad esplodere”.

Questa tecnica – inoltre – consente di stravolgere la concezione che ciascuno ha delle distanze che separano un luogo dall’altro. Sembra proprio necessario osservare il territorio da questa prospettiva per scoprirlo e per analizzare le problematicità legate alla viabilità e al degrado che lo connotano.

L'esposizione di Reggio Zenitale al CRAC di Lamezia Terme.
L’esposizione di Reggio Zenitale al CRAC di Lamezia Terme.

Recentemente Luca Pitasi e Lidia Errante, hanno esposto le loro immagini zenitali al CRAC (Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee) di Lamezia Terme. Il fattore più curioso riguarda l’allestimento della mostra: le immagini sono state collocate orizzontalmente, proprio per consentire ai visitatori di guardare questi scorci con il loro stesso punto di vista. Auguriamo a Reggio Zenitale di continuare a farci scoprire scorci che non avremmo mai avuto la possibilità di osservare, o per lo meno da questo interessante punto di vista.

Visitate il loro sito e la loro pagina Facebook.

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