Uno studio storiografico basato sugli scambi epistolari di illustri scienziati e umanisti dell’epoca ha dimostrato l’esistenza di una concezione comune di una ideale Repubblica delle lettere tra il 1472 e la prima metà del XVIII secolo. Si trattava di un’utopia in piena regola che prese le mosse dall’erudizione umanistica, dalla reazione alle guerre e agli scismi del ‘500 e dall’apporto del metodo scientifico seicentesco e dell’Illuminismo a partire dal secolo successivo.

Bacone
Bacone. Fonte Wikipedia

Era uno Stato universale che andava oltre i concetti di confini spaziali, differenze religiose, disuguaglianze sociali e privilegi particolari al fine di diffondere, preservare e far progredire il sapere. I suoi cittadini erano prevalentemente uomini appartenenti alle classi medio-alte delle società dell’età moderna, che – fatta eccezione per pochi fortunati – occupavano ogni genere di professione che consentisse loro di applicare le proprie conoscenze al fine di sostenersi economicamente e pagare le spese di stampa delle loro opere monumentali. Non fu mai una società monolitica: nel corso del tempo, infatti, subì modifiche sostanziali che la portarono all’auge dell’età dell’oro, ma anche al declino e all’implosione finale. Se la sua fondazione si dovette alle opere e all’operato di Erasmo da Rotterdam, sostenitore del cosmopolitismo e della pace universale,ma anche della necessità di una Respublica Christiana che riunisse entro i propri confini tutte le religioni sotto l’egida del cristianesimo, il momento di maggiore splendore ebbe luogo grazie al cruciale apporto del metodo matematico alle altre discipline, alla diffusione dell’empirismo baconiano, alla specializzazione del sapere e all’apporto teorico fornito dalla pubblicazione di opere utopiche. Alcuni dei più illustri membri della Respublica literaria, come Thomas More o Francis Bacon, erano autori di scritti filosofici volti a delineare le caratteristiche dello Stato perfetto. Tuttavia, opere come Utopia o La nuova Atlantide erano destinate a non avere alcuna applicazione nelle società dell’età moderna, ma furono considerate, piuttosto, come un termine di paragone irraggiungibile da una realtà segnata da guerre e scissioni religiose.

Voltaire
Voltaire. Fonte Wikipedia

Ciò che causò in verità il collasso del sistema dell’organizzazione dei dotti fu, al contrario di come si possa pensare, la sua laicizzazione dovuta all’avvento dell’Illuminismo, unita a fenomeni di divisioni interne. Della prima bisogna dire che la perdita di una religione comune fu un fattore destabilizzante che sottrasse loro parte della tanto auspicata unità, mentre, riguardo ai secondi, è fondamentale sapere che il più grande fautore di tale frammentazione fu Voltaire, membro egli stesso di tale società, che rifiutò la parità d’intelletto e propose un modello gerarchico che affidava la supremazia ai philosophes. Si trattò dunque di un’implosione graduale ma ineluttabile.

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