Come sempre, la satira pungente dei due comici siciliani Ficarra e Picone invita a riflettere su un’amara verità. Non c’è stata amministrazione pubblica che non abbia ricevuto, per un motivo o per un altro, aspre critiche da parte dei cittadini (il più delle volte, senza ombra di dubbio, critiche ben fondate). Noi cittadini, però, ci siamo mai chiesti cosa accadrebbe se ci dovessimo trovare di fronte ad un sindaco che facesse rispettare rigorosamente le leggi? Ecco, questo è ciò che il duo ha voluto rappresentare nella sua ultima geniale creazione: la malsana abitudine di reclamare la legalità senza preferirla davvero e senza metterla in pratica quotidianamente. Quello che il film vuole trasmettere è quasi un monito agli italiani, un invito a cambiare il malcostume che regna sovrano nel “bel paese”. Attuare il cambiamento non spetta ai politici, come viene ben mostrato nel finale, il quale, per inciso, non scade nella banalità del lieto fine, come ci si potrebbe aspettare da una qualsiasi commedia, ma si dimostra incredibilmente realistico. L’obiettivo del cinema non dovrebbe essere soltanto regalare qualche ora di svago, ma far riflettere, e questa è indubbiamente una di quelle pellicole delle quali, una volta usciti dalla sala, non ci si dimentica facilmente. E Ficarra e Picone, ancora una volta, si dimostrano abilissimi nel descrivere in modo piacevole, ma mai superficiale, la nostra società e il “modus operandi” non soltanto dei politici, ma soprattutto del popolo, che tanto se ne lamenta (a questo proposito, molto interessante è la scelta dei personaggi: ciascuno è espressione di una determinata categoria sociale). Come scriveva Karl Popper, “Uno stato democratico non può essere migliore dei suoi cittadini”. È giunto il momento di abbandonare la cultura del “chiudere un occhio”, la cultura dell’indifferenza: ciascuno può e deve essere protagonista del cambiamento. Dunque, l’augurio che questo film serva proprio da lezione di vero senso civico, affinché si possa realizzare fino in fondo “l’ora legale”.

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