Classe 1984, Americano dal sorriso saccente, talentuoso e fondatore di Facebook. È proprio lui: Mark Zuckerberg e non sbaglia un colpo! La nuova iniziativa del social network più famoso del mondo – infatti – è straordinariamente ambiziosa e, forse una volta per tutte, mette in chiaro che Facebook è una vera e propria media company.
L’idea, probabilmente nata dalla volontà di togliere al social il primato di padre indiscusso di disinformazione e bufale, si pone come obiettivo quello di promuovere il giornalismo (quello vero!).
Il “Journalism project” è stato annunciato dalla manager dell’azienda Fidji Simo e si basa su tre pilastri fondamentali.

Il primo prevede una collaborazione con gli editori per creare nuove modalità di pubblicazione in particolare gli Istant Article, articoli veloci e interattivi, che dovrebbero racchiudere più contenuti in un unico post.

Fonte Facebook
Fonte Facebook

Il secondo pilastro mira invece alla formazione degli aspiranti giornalisti che potrebbero godere degli insegnamenti della più importante scuola di giornalismo americana, la Poynter, con cui sarà stipulata una partnership.

Instant Articles
Fonte Instant Articles

L’ultimo, ma non meno importante, pilastro promuove la cosiddetta “alfabetizzazione giornalistica” e si rivolge agli utenti, fornendo materiale educativo che permetta di acquisire le conoscenze per saper distinguere e selezionare le notizie vere. Inoltre sarà introdotto un pulsante che permette di segnalare le bufale.

Secondo il Wall Street Journal già alcune testate giornalistiche avrebbero aderito al progetto probabilmente attratte dal fatto che il social, grazie al suo vastissimo bacino d’utenza, darebbe maggiore visibilità ai grandi gruppi editoriali. Il rischio tuttavia potrebbe essere quello di mettere in moto una sorta di macchina della censura che impedirebbe la diffusione di alcune notizie e soprattutto metterebbe da parte le piccole testate giornalistiche favorendo sempre più il “gigantismo” di quelle già avviate e particolarmente conosciute. Che sia una svolta per trasformare Facebook in un veicolo di cultura e informazione? Forse. I presupposti ci sono tutti, non ci resta che aspettare di vedere i risultati di questa nuova impresa.

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