Nella giornata di Martedì 10 Gennaio, attraverso un comunicato via Twitter, la FIFA ha annunciato la decisione ufficiale, votata all’unanimità dal Consiglio della Federazione, di portare da 32 a 48 il numero delle nazionali che avranno la possibilità di competere per la coppa più prestigiosa del panorama calcistico internazionale.

Il nuovo format è stato illustrato in una conferenza stampa dallo stesso Presidente, nonché promotore, Gianni Infantino, il quale ha parlato di “occasione di sognare per tante nazioni”: ci saranno 16 gironi da 3 squadre, passeranno le prime due di ogni raggruppamento e in seguito vi saranno i sedicesimi di finale, dove si incroceranno le prime e le seconde di ogni gruppo. Sono arrivate, da parte del numero uno della FIFA, anche rassicurazioni ai club, in quanto le partite che ogni nazionale andrà a disputare saranno comunque sette (finale compresa), come avviene con l’attuale sistema, e che la durata del torneo sarà sempre di 32 giorni.

Gianni Infantino
Gianni Infantino. Fonte ansa.it

Per quanto riguarda le modalità di passaggio del turno, in caso di squadre a pari punti nel proprio girone, Infantino rimanda ogni considerazione agli anni successivi: “È troppo presto ora per decidere, sono cose che verranno studiate negli anni a ridosso del Mondiale 2026. Per adesso abbiamo già tante regole sul passaggio del turno, come la differenza reti. Ma anche il ranking, che è un valore obiettivo”. Non è stato ancora stabilito nemmeno il numero di slot aggiuntive per ogni confederazione, pur essendo stato precisato che l’aumento delle squadre riguarderà ogni raggruppamento continentale. Al di là dell’aspetto organizzativo della competizione, uno dei nodi cruciali della proposta è stato certamente quello di natura economica: sebbene sia difficile stabilire con certezza quale sarà la situazione economica globale tra diversi anni, alcune prime stime indicano un aumento di ricavi pari a circa 640 milioni di euro in più rispetto a quelli previsti per il prossimo mondiale in Russia nel 2018. Una svolta accolta con entusiasmo da diversi campioni illustri del passato, in primis il neo ambasciatore FIFA Diego Armando Maradona: “Che vuol dire che 48 squadre abbassano il livello? Se mai lo alzano. Pensate a quanto pubblico in più è coinvolto, a quanti talenti potranno avere lo spazio che meritano. Finalmente non è più il Mondiale dei ricchi”. Più cauta invece la reazione dell’ex campione azzurro Roberto Baggio: “Sicuramente potrebbe essere più spettacolare, non so se con più qualità”.

Diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona. Fonte gazzetta.it

Non sono tardate però ad arrivare le prime critiche, mosse già prima della ratifica ufficiale dall’ECA (Associazione dei Club Europei) che definisce la scelta della FIFA “meramente economica e non sportiva”, come dimostrato dal comunicato rilasciato del Presidente dell’associazione Karl Heinz Rummenigge: “Siamo consapevoli che questa decisione sia stata presa sulla base di motivi politici piuttosto che sportivi e sotto una notevole pressione politica, cosa che l’ECA considera sfortunata. Non vediamo i vantaggi di cambiare il format corrente a 32 squadre, che si è rivelata la formula perfetta da tutti i punti di vista”. Durissima anche la presa di posizione della LFP (Liga Nacional de Fútbol Profesional) spagnola: “Infantino ha incontrato due mesi fa l’associazione Mondiale delle Leghe calcio e ci ha assicurato che ci avrebbe consultato sulle questioni che possono influenzare il calcio professionistico. Lui non l’ha fatto, questi non sono modi. Infantino si comporta come Blatter, che prendeva le sue decisioni a prescindere da tutti. Abbiamo informato del nostro dissenso la Fifa e il suo presidente al quale abbiamo inviato una lettera alla fine della scorsa settimana. Il metodo utilizzato non è accettabile”. Quel che è certo è che ci troviamo di fronte ad una svolta epocale per il mondo del calcio. L’attuale formula della fase finale della competizione, 32 squadre suddivise in otto gironi da quattro con passaggio del turno delle prime due di ogni gruppo, è stata adottata a partire dal Mondiale 1998 in Francia, andando a sostituire il vecchio sistema che prevedeva soltanto la partecipazione di 24 nazionali raggruppate in sei gironi con conseguente passaggio del turno anche delle migliori quattro terze. Ogni novità, specialmente di questa portata, genera reazioni positive e negative. Indubbiamente, nei prossimi anni, assisteremo ancora ad un dibattito a riguardo e dovranno essere chiariti punti ad oggi tralasciati dalla FIFA e da Infantino stesso, su tutti la ripartizione delle slot aggiuntive per ogni Federazione continentale.

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Che il mondo del calcio sia ormai particolarmente influenzato da diritti televisivi e sponsor è sotto gli occhi di tutti, basti pensare alle finali di Supercoppa Italiana disputate in Cina o Qatar. Non resta dunque che augurarci che qualunque format e qualunque interesse di natura economica non vada mai a pregiudicare lo spettacolo e la passione di centinaia di milioni di tifosi che seguono questo sport.

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