CROTONE – BOLOGNA 0-1 (Dzemaili 51′)

La squadra di Donadoni trova una vittoria che le permette di poter mantenere una certa tranquillità in ottica salvezza. Crotone che non può fare altro che incolpare se stesso per non aver sfruttato le numerose occasioni avute nella prima frazione di gioco. Gli uomini di Nicola sono stati incapaci di reagire dopo il bellissimo diagonale di Dzemaili ad inizio ripresa, il Bologna invece dopo aver sbloccato il risultato è anche andato vicino al raddoppio. Girone di ritorno che non inizia al meglio per i calabresi, la salvezza sembra quasi impossibile: sfortuna, poca concretezza e poca solidità sono i limiti della franchigia calabrese.

INTER – CHIEVO 3-1 (Pellissier 34′, Icardi 69′, Perisic 86′, Eder 90′ + 3′)

Quinta vittoria consecutiva per i nerazzurri, ancora una volta in rimonta come successo una settimana fa ad Udine, dimostrando la solidità e la consapevolezza dei propri mezzi che erano mancate ad inizio campionato. Ancora qualche limite difensivo però: i clivensi colpiscono alla prima occasione utile su calcio d’angolo, dopo essersi salvati diverse volte grazie al solito Sorrentino, che nulla può però nella ripresa quando Icardi, imbeccato perfettamente da Candreva, firma il pareggio a colpo sicuro. L’Inter insiste e trova meritatamente il vantaggio con uno scatenato Perisic (al terzo gol consecutivo) a cinque minuti dalla fine, per poi addirittura trovare il 3-1 con Eder in pieno recupero.

Icardi. Fonte ansa.it
Icardi. Fonte ansa.it

CAGLIARI – GENOA 4-1 (Simeone 28′, Borriello 39′, Joao Pedro 44′, Borriello 60′, Farias 64′)

Vittoria importante per gli uomini di Rastelli. Primo tempo equilibrato, il Genoa trova il vantaggio quasi alla mezz’ora con il solito Cholito Simeone (che fa rimpiangere sempre meno Pavoletti), ma il Cagliari è bravo a non disunirsi e a ribaltare in cinque minuti il risultato già prima della fine del primo tempo con Borriello, che sembra aver ritrovato il sorriso, e col fortunoso gol di Joao Pedro. Ripresa totalmente dominata: al 60′ Borriello trova la doppietta personale, quattro minuti più tardi Farias chiude i conti. Se nelle prime partite il Genoa era stata una delle migliore difese del campionato, adesso la retroguardia sembra il reparto sul quale Juric deve lavorare maggiormente.

LAZIO – ATALANTA 2-1 (Petagna 21′, Milinkovic-Savic 45’+2′, Immobile 68′)

Primo tempo a tinte nerazzurre, con i bergamaschi che concretizzano al 21′ col ritorno al gol di Petagna. Diverse occasioni da una parte e dall’altra prima dello stacco imperioso nel recupero della prima frazione da parte di Milinkovic-Savic, sempre più una certezza in questa stagione. Secondo tempo meno entusiasmante, al 67′ Immobile viene travolto in area da Berisha: è rigore. L’attaccante trasforma alla perfezione, undicesimo gol stagionale. Gasperini prova ad aggiungere peso offensivo, ma la Lazio difende bene e trova un successo che la lancia in chiave Europa.

NAPOLI – PESCARA 3-1 (Tonelli 47′, Hamsik 49′, Mertens 85′, Caprari 90′ + 4′)

Più difficile di quanto si sarebbe potuto prevedere per gli uomini di Sarri la sfida del San Paolo. Primo tempo per nulla esaltante, il Napoli costruisce poco e il Pescara è attento. Ripresa che inizia con tutt’altro spirito. Tonelli, al secondo gol consecutivo, sblocca la partita non appena rientrati dal tunnel degli spogliatoi. Due minuti più tardi, Hamsik chiude già i conti. Pescara incapace di reagire, Napoli che continua a macinare gioco fino al sigillo di Mertens a cinque minuti dal termine. Unica consolazione per gli abruzzesi il gol su rigore di Caprari nel recupero. Pescara sempre più in basso, Napoli invece sempre più su.

Hamsik. Fonte ansa.it
Hamsik. Fonte ansa.it

SAMPDORIA – EMPOLI 0-0

Poche emozioni nel match di Marassi. I toscani possono recriminare per un rigore sbagliato da Mchedlidze al 30′, mentre i doriani per le numerose occasioni sprecate da Muriel nel secondo tempo. Per il resto, le due squadre si sono quasi accontentate del pareggio, pungendosi poco o nulla. Empoli già al sesto 0-0 di questo campionato, punti che comunque risultano pesanti per la salvezza.

SASSUOLO – PALERMO 4-1 (Quaison 9′, Matri 15′, Ragusa 24′, Matri 66′, Politano 83′)

Riesce finalmente a decollare il Sassuolo di Di Francesco, spinto dal ritorno in campo dal primo minuto di Berardi e da un Matri rigenerato. Eppure, era stato il Palermo a sbloccare il risultato dopo nove minuti, grazie a Quaison che approfitta dell’errore difensivo di Acerbi. Immediata però la reazione dei neroverdi: Berardi pesca Matri che non sbaglia. Il Palermo continua a creare pericoli, soprattutto in contropiede. Ma neanche dieci minuti dopo è già vantaggio Sassuolo: verticalizzazione di Berardi e Ragusa è bravissimo a superare con un tocco morbido Posavec in uscita. Ad inizio ripresa, il Palermo cerca il pari, ma è ancora una volta Matri a spegnere le speranze dei siciliani approfittando dell’incomprensione tra il portiere rosanero e Morganella. A chiudere i conti, è in contropiede Politano. Un Palermo che per sperare nella salvezza deve necessariamente rinforzare il reparto difensivo.

UDINESE – ROMA 0-1 (Nainggolan 12′)

Altra vittoria da grande squadra per gli uomini di Spalletti su un campo difficile come quello di Udine. Parte fortissimo la Roma, che dopo 12′ è già in vantaggio grazie a Nainggolan, quarto gol in campionato per lui. Passano appena sette minuti e si presenta già l’occasione per chiudere la gara: mano di Faraoni sul cross di El Shaarawy e rigore, spedito però alle stelle da Dzeko versione 2015/2016. L’Udinese si rianima e prova a trovare il pari. De Paul finalmente mostra il proprio talento, ma il suo tentativo finisce di poco a lato. Serve un miracolo di Szczesny invece sullo stacco di Felipe. Nel secondo tempo ci provano ancora i friulani. De Paul, davvero immarcabile, pesca prima Perica e successivamente Thereau che però sprecano. Tre punti fondamentali per sperare ancora nello scudetto per Totti e compagni.

Naingollan. Fonte ansa.it
Nainggollan. Fonte ansa.it

FIORENTINA – JUVENTUS 2-1 (Kalinic 37′, Badelj 54′, Higuain 58′)

Il big match della giornata finisce come in pochi avrebbero pronosticato. Una Juve a tratti irriconoscibile soccombe sotto la tenacia degli uomini di Sousa. Primo tempo dominato dalla Fiorentina, con i bianconeri che si affida alla sicurezza difensiva data dalla BBC. Al 37′ però Bernardeschi trova Kalinic, tutt’altro che distratto dalle voci di mercato, che trafigge Buffon e fa esplodere il Franchi. La prima frazione si chiude sull’1-0 ma il passivo sarebbe potuto essere anche più pesante. Nel secondo tempo ci si aspettava la reazione bianconera, ma dopo appena nove minuti Buffon si fa ingannare da Chiesa che si fionda sul traversone di Badelj che finisce però clamorosamente in rete. 2-0. Il solito Higuain però riaccende subito la sfida sfruttando quattro minuti più tardi una mischia in area di rigore. La Juve però non sembra mai in grado di colpire nuovamente, se non a dieci dalla fine quando serve un super Tatarusanu per fermare il colpo di testa ravvicinato del Pipita. Dybala spreca l’ultima occasione per pareggiare calciando alto da buona posizione, Ilicic invece non riesce a chiuderla trascinandosi il pallone fuori. Campionato riaperto? Chissà, la Juve deve interrogarsi sui motivi della mancanza di rabbia in determinati momenti della gara. La Fiorentina invece può gioire per la vittoria in una partita sentitissima dal popolo viola e può guardare con fiducia al girone di ritorno per provare a prendere una posizione in zona Europa.

TORINO – MILAN 2-2 (Belotti 21′, Benassi 26′, Bertolacci 55′, Bacca 60′)

Quattro giorni dopo la sfida di Coppa Italia, ecco di nuovo di fronte Torino e Milan. I granata partono fortissimo. Belotti prima si vede stoppare da Donnarumma, ma qualche minuto più tardi è bravissimo a fiondarsi sulla palla vagante dopo il tiro di Ljajic e battere il portiere rossonero. Il Milan non riesce a reagire e il reparto difensivo è troppo disattento, come dimostra il raddoppio granata cinque minuti dopo: Donnarumma ferma Obi, Belotti però è più veloce dei difensori rossoneri e serve Iago Falque, che trova Benassi in area che con un tocco di tacco manda in visibilio il pubblico. 2-0 e Milan che sembra annichilito. Alla mezz’ora Abate stende Barreca, rigore ed occasione per chiuderla. Ljajic si presenta dal dischetto e sceglie la soluzione centrale, Donnarumma rimane fermo fino all’ultimo e para. Momento che cambia la gara. Il Milan inizia a farsi vedere dalle parti di Hart, specialmente grazie alle iniziative del solito Suso. Ma ad inizio ripresa è una carambola in area a far accorciare le distanze ai rossoneri, con Bertolacci che da pochi passi batte Hart. Gol assegnato grazie alla tecnologia a disposizione degli arbitri, col pallone che aveva comunque varcato abbondantemente la linea. Il Toro sembra non essere rientrato dagli spogliatoi, come dimostra il fallo ingenuo di Rossettini su Paletta. Rigore trasformato da Bacca e parità. A questo punto, i granata cercano la reazione e l’occasione più clamorosa passa ancora dai piedi del Gallo Belotti che con una girata quasi perfetta sfiora solo il palo. Finisce dunque 2-2, con un sospiro di sollievo per Montella e tanto rammarico per Mihajlovic, come dimostra lo sfogo di rabbia al fischio finale.

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