LAZIO – CHIEVO 0-1 (90’+1′ Inglese)

Ci si aspettava una grande prestazione da parte della Lazio dopo la sconfitta subita la settimana scorsa allo Juventus Stadium e, di certo, non si può dire che non sia arrivata: partita letteralmente dominata dagli uomini di Inzaghi. Primo tempo tutto a tinte biancolesti con occasioni su occasioni nelle quali la sfortuna ed un eccellente Sorrentino hanno negato la gioia del gol prima a Parolo, poi a Lulic ed in seguito a Milinkovic – Savic. Djordjevic, in sostituzione dello squalificato Immobile, non riesce mai ad essere pericoloso, bocciatura per lui. Le occasioni più nitide in entrambe le frazioni di gioco passano dai piedi di Felipe Anderson: al 34′, il fantasista brasiliano entra in area di rigore con una percussione spettacolare ma si vede sbarrare la porta in faccia da Sorrentino; all’ 80′, dal nulla inventa un tiro a giro che esce di un soffio a lato. La Lazio non sembra più avere la forza di affondare, ad approfittarne allora è il Chievo: prima l’avvertimento con un sinistro a giro di poco a lato di Cacciatore, poi il colpo vittoria con Inglese a tempo scaduto, servito da Gobbi dopo un’ottima combinazione con Castro. La Lazio rimane in zona Europa, ma deve immediatamente ripartire se non vuole perdere altre posizioni. La trasferta di Pescara è un’ottima occasione.

INTER – PESCARA 3-0 (23′ D’Ambrosio, 43′ Joao Mario, 73′ Eder)

Settima vittoria consecutiva in campionato. 25 punti in 10 partite con Pioli. L’Inter sembra proprio aver spiccato il volo. La partita evolve come ci si poteva attendere, il Pescara si chiude nella propria metà campo e cerca di non far trovare varchi ai fantasisti nerazzurri. Regge però poco più di 20′ la squadra di Oddo: corner corto, palla che arriva sui piedi di Brozovic che con tranquillità trova un solissimo D’Ambrosio sul secondo palo: 1-0. In chiusura di tempo, Joao Mario prima calcia addosso a Bizzarri ma successivamente è bravissimo a inserirsi sul cross di Perisic e fare 2-0. Mancherebbe ancora un tempo, ma di fatto la gara è terminata. L’Inter rientra dagli spogliatoi troppo molle, e il Pescara ha una mezza occasione per riaprire la gara, sprecata però da Verre che calcia alto. Eder subentra a Perisic e neanche dopo due minuti, servito da Icardi, cala il tris. Pescara sempre più giù, Inter sempre più su. La prossima giornata va in scena Juventus – Inter, e gli uomini di Pioli non vogliono certo smettere di volare.

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Eder. Fonte goal.com

TORINO – ATALANTA 1-1 (16′ Iago Falque, 66′ Petagna)

Un pari che sta più stretto ai bergamaschi per quanto espresso in campo. Gli uomini di Mihajlovic partono come sempre fortissimo e il gol di Iago Falque al 16′ è una conseguenza di una pressione costante e di tentativi su tentativi in area di rigore. Fino alla mezz’ora, il Toro riesce a gestire, ma poi viene fuori l’Atalanta: servono tre grandi interventi di Hart su Gomez e Toloi per mantenere il vantaggio fino allo scadere del primo tempo. Ripresa tutta bergamasca: Kessiè entra subito e dà vivacita alla manovra offensiva, i risultati si vedono al 66′ quando il traversone di Conti viene girato abilmente in rete da Petagna. Pochi minuti dopo, Kurtic ha la palla del sorpasso ma calcia alto. Mihajlovic tenta il tutto per tutto inserendo Iturbe e passando al 4-2-3-1, ma i suoi non ne hanno più. Le ultime emozioni sono ancora create dall’Atalanta e ancora una volta Kurtic si vede prima parare un tiro potente da Hart e poi anticipare da Barreca. Alla fine della gara, molto commovente il saluto in lacrime di Vives alla Curva Maratona visto l’imminente trasferimento alla Pro Vercelli.

CAGLIARI – BOLOGNA 1-1 (64′ Destro, 90’+2′ Borriello)

Pareggio che forse rappresenta il risultato più giusto per entrambe le compagini. Primo quarto d’ora dominato dai sardi che colpiscono anche un palo con Sau, poi partita molto tattica e nervosa. Nella ripresa, ancora un ottimo avvio degli uomini di Rastelli, ma a colpire è il Bologna grazie a Destro, che al 19′ approfitta di una difesa sguarnita e ritrova il gol (non segnava dal 20 Novembre). Krejci e compagni sembrano in grado di gestire il vantaggio fino alla fine, ma nel finale un’emozione dopo l’altra: prima espulsione di Viviani, subito dopo anche quella di Krafth. Siamo già oltre il novantesimo, ultima chance del pareggio una punizione dal limite: Borriello sorprende Mirante sul proprio palo e pareggia. Le due squadre ora sono dodicesime a pari merito, ma il Bologna deve ancora recuperare una partita col Milan.

CROTONE – EMPOLI 4-1 (24′ Stoian, 39′ Mchedlidze, 56′, 90’+1′, 90’+2′ Falcinelli)

Un solo risultato possibile per i calabresi per continuare a sperare in una quasi impossibile rimonta salvezza. E quel risultato è arrivato, accompagnato dall’ennesima ottima prestazione casalinga degli uomini di Nicola. Il Crotone attacca fin dal primo minuto, l’Empoli sembra quasi tramortito. Neanche alla mezz’ora, destro a giro di Stoian e 1-0. Reazione timida degli uomini di Martusciello, che riescono però comunque a trovare prima della fine del tempo il gol del pareggio grazie al solito Mchedlidze. Falcinelli e compagni non si abbattono e rientrano dagli spogliatoi con la grinta giusta: proprio l’attaccante ex Sassuolo dopo dieci minuti della ripresa trova il vantaggio deviando di testa una punizione di Barberis. Scida in visibilio. Ma è solo l’inizio di un pomeriggio da incorniciare per il Crotone e il suo bomber: al 90′ il rigore che chiude la gara, un minuto più tardi persino la tripletta personale. Otto punti di distacco tra le due squadre sembrano ancora troppi, ma il Crotone deve crederci e vuole crederci, i miracoli possono sempre accadere nel calcio.

FIORENTINA – GENOA 3-3 (17′ Ilicic, 50′ Chiesa, 57′ Simeone, 59′ Taarabt, 62′ Kalinic, 86′ Simeone rig.)

La Fiorentina spreca tutto e butta via due punti preziosi nella rincorsa all’Europa. Partono bene i viola e concretizzano, con un po’ di fortuna, al 17′, quando Ilicic cerca un cross ma trova un gol tanto fortunoso quanto importante. I viola non riescono a concretizzare entro la fine del primo tempo, ma ad inizio ripresa è Chiesa, al secondo gol consecutivo, a battere Lamanna da fuori. Sembrerebbe una partita finita, ma in contropiede il Genoa riesce prima ad accorciare con Simeone e due minuti più tardi a trovare il pareggio con un Taarabt ancora non in forma ma già incisivo. Dentro dunque Bernardeschi, che al primo pallone toccato si libera di Munoz e serve Kalinic: l’attaccante croato non sbaglia, la Fiorentina ritorna in vantaggio. I rossoblu però non demordono e a cinque dalla fine, sugli sviluppi di un corner, trovano un calcio di rigore che costa il rosso a Bernardeschi per fallo di mano: Simeone trasforma e scrive i titoli di coda sulla gara. Rimonta importante per il Genoa in un momento molto complicato della stagione.

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Kalinic. Fonte Eurosport

SASSUOLO – JUVENTUS 0-2 (9′ Higuain, 25′ Khedira)

La Juventus continua la sua marcia spedita. Ancora un primo tempo perfetto degli uomini di Allegri spiana la strada verso la vittoria. Neanche dieci minuti e Higuain sfrutta al meglio l’assist di Alex Sandro e batte Consigli. Sesta rete consecutiva per il Pipita, a meno tre dal record di un mostro sacro come Trezeguet. I bianconeri ovviamente non si fermano e neanche alla mezz’ora già raddoppiano: Higuain parte da sinistra, mette un bel pallone in mezzo, velo di Dybala e piattone di Khedira. Tutto perfetto nei meccanismi di gioco della Juventus. Sassuolo mai realmente pericoloso se non in occasione di un bell’intervento di Buffon su tentativo di Politano. La Juve va anche vicina al tris con Dybala, che becca solamente il palo. Finisce così, allungo sulla Roma e sul Napoli, con la gara di Crotone ancora da recuperare.

SAMPDORIA – ROMA 3-2 (5′ Bruno Peres, 21′ Praet, 66′ Dzeko, 71′ Schick, 73′ Muriel)

Suicidio Roma a Genova. I giallorossi, due volte in vantaggio, sprecano tutto e si fanno rimontare dai blucerchiati, sembrati più in forma e più cattivi sotto porta dei giallorossi. Sembrava iniziato bene però il pomeriggio degli uomini di Spalletti: dopo appena cinque minuti, Emerson calcia dalla distanza, respinta corta di Puggioni e tap-in vincente di Bruno Peres (al primo gol in giallorosso). La Samp però non demorde e al ventesimo trova già il pareggio grazie a Praet, che sfoggia una prestazione al di sopra delle aspettative e sfrutta al meglio l’assist di uno scatenato Muriel. Poche emozioni per il resto. Dzeko trova il vantaggio su iniziativa ancora di Emerson, il migliore dei suoi. Ma tra il 70′ e il 73′ succede quel che non ti aspetti: prima Schick, appena entrato, trova il pareggio sugli sviluppi di un calcio piazzato. Poi, con una punizione dal limite, Muriel centra il sorpasso. Dentro Totti ed El Shaarawy, ma la musica non cambia. La Roma può recriminare solo per un fuorigioco inesistente chiamato a Dzeko che era stato steso nel frattempo in area di rigore. Spalletti deve riflettere sui perché del black-out avuto dai suoi. Forse, i sogni scudetto sono svaniti al Marassi.

UDINESE – MILAN 2-1 (8′ Bonaventura, 31′ Thereau, 73′ De Paul)

Il Milan non sa più vincere. Eppure, il gol di Bonaventura dopo otto minuti sembrava poter regalare nuovamente una gioia a Montella. Invece i rossoneri sono apparsi stanchi, quasi demotivati ed incapaci di conservare il vantaggio. Naturale conseguenza il pareggio di Thereau, dopo che già Faraoni di testa aveva graziato i rossoneri. L’infortunio di Bonaventura al 27′ del primo tempo non aveva fatto altro che peggiorare le cose. Il subentrato Deulofeu ha mostrato sprazzi di tecnica e rapidità, ma troppo poco per poter essere già considerato un degno sostituto del jolly ex Atalanta. Nella ripresa, il Milan ha il pallino del gioco ma non crea praticamente nulla di importante: troppi cross sbagliati, troppi errori nell’ultimo passaggio. A peggiorare il tutto, la svista arbitrale al 71′: fallaccio di De Paul su De Sciglio (probabile frattura della caviglia per lui) punita solo col giallo, rossoneri temporaneamente in dieci e, ironia della sorte, contropiede proprio sul lato in cui manca il terzino rossonero e è lo stesso centrocampista argentino a realizzare in diagonale il 2-1. Rabbia in casa rossonera. La crisi è appena iniziata e già ci si aspetta una reazione nel prossimo match casalingo contro la Sampdoria.

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Bonaventura. Fonte La Gazzetta dello Sport

NAPOLI – PALERMO 1-1 (6′ Nestorovski, 66′ Mertens)

Il risultato più sorprendente di giornata probabilmente. Un Napoli confuso e poco deciso sotto porta sbatte contro un Palermo ordinato e compatto. La serata inizia subito male per gli uomini di Sarri: Nestorovski gira in rete il cross di Rispoli e gela il San Paolo. La prima reale reazione del Napoli arriva al 23′, quando Mertens trova prima un attento Posavec e poi sfortunatamente il palo. Poche emozioni per il resto, il Napoli fa circolare il pallone ma non è mai incisivo. Nella ripresa, decisivo il cambio Allan – Zielinski, con il polacco che dimostra ancora una volta di saper spezzare in due la gara. È sua l’imbucata per Mertens, che dal limite, trova la porta ma soprattutto la papera di Posavec, che anche quando sembra in serata regala sempre imprecisioni che costano caro ai rosanero. Di lì, venti minuti di assoluto dominio partenopeo, senza però trovare la rete. Neanche l’espulsione di Goldaniga cambia le cose: Pavoletti non è ancora entrato negli schemi di Sarri e Insigne, a tempo scaduto, sbaglia clamorosamente da pochi passi. Tanti rimpianti per gli azzurri, che avrebbero potuto agguantare la Roma al secondo posto e invece vedono l’Inter avvicinarsi.

 

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