Bauman, nato a Poznan (Polonia) nel 1925, insegnava e viveva da diversi anni a Leeds (Inghilterra). Il sociologo e filosofo polacco ha vissuto gran parte delle trasformazioni storiche e sociali che hanno caratterizzato lo scorso secolo. Passerà alla storia come il teorico della Società liquida.

Zygmunt Bauman
Zygmunt Bauman. Fonte El Pais

Per Bauman l’organigramma della società contemporanea era “liquido”, ossia inafferrabile, come egli stesso ha illustrato in uno dei cicli della sua produzione saggistica, dall’ Amore liquido alla Vita liquida. Tutto ciò era imputabile – a suo avviso – alla globalizzazione, al crollo delle ideologie ed allo spaesamento dell’individuo che ha perduto la propria identità. E’ stato altresì uno dei maggiori sostenitori della politica dell’accoglienza con riferimento all’ondata migratoria che continua a cogliere impreparati diversi paesi. Provava ribrezzo verso l’Europa delle barriere e del razzismo. Per il sociologo “i migranti ci ricordano quanto vulnerabili siano le nostre vite ed il nostro benessere“.  Riteneva che “costruire muri al posto dei ponti e chiudersi in stanze insonorizzate non porterà ad altro che a una terra desolata, di separazione reciproca, che aggraverà soltanto i problemi“. Il filosofo di origine ebraiche si salvò dal genocidio nazista fuggendo in Unione Sovietica nel 1939, ed è proprio qui che teorizzò le sue principali tesi. Studiò il rapporto tra la modernità ed il totalitarismo e si  concentrò da subito sulla perdita dei valori umani e sulla vacuità dell’esistenza. Non fu certamente un pensatore che non prendeva posizioni ferme dal punto di vista politico: non risparmiò – difatti – critiche feroci nei confronti dei vari uomini di potere. Basti pensare all’invettiva contro Netanyahu, leader israeliano, in seguito all’occupazione della Cisgiordania, azione priva di senso che per Bauman avrebbe negato ogni tentativo di pace in Medioriente.

Ci sembra doveroso ricordarlo con un passo tratto da L’arte della vita, in cui il filosofo dà la propria visione di ciò che dovrebbe rappresentare la vita per ogni essere umano: “La nostra vita è un’opera d’arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l’arte dobbiamo porci delle sfide difficili da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra portata e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare”.

Zygmunt Bauman
Zygmunt Bauman. Fonte persemprenapoli.it

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