Chattare con un parente lontano, mandare una foto a un caro amico, inoltrare video o una registrazione, funzioni che molte persone esplicano quotidianamente con un semplice click. Velocità ed efficienza vengono sempre più richieste da milioni di persone nell’era della globalizzazione. Una svolta significativa la si può trovare dieci anni fa con l’uscita del primo smartphone multitouch, precisamente l’iPhone 2G o EDGE (che dir si voglia). Con lo sviluppo e la crescita del settore elettronico assieme ad un’evoluzione informatica esponenziale, vengono sviluppate molte applicazioni. Oltre le varie app dei social network (accessibili sia su pc che smartphone), rivestono un ruolo significativo le applicazioni di messaggistica. Il leader mondiale dal 2009 (data in cui venne lanciata) ad oggi è senza ombra di dubbio WhatsApp Messenger, ma ultimamente è molto apprezzata e scaricata un’altra app: Telegram.

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Fondata da due fratelli russi, Nikolai e Pavel Durov – con sede a Berlino – Telegram è un’applicazione molto versatile: infatti la si può trovare su diverse piattaforme, quali Android, iOS, Window Phone, Linux, etc (multipiattaforma, per l’appunto). Dal 2013 ad oggi più di cento milioni di persone si sono cimentate nell’uso di questa app di messaggistica, la più veloce che ci sia sul mercato! Questo tipo di servizio è fondato sul cosiddetto cloud; per chi non ha molta dimestichezza con i numerosi termini informatici in inglese: il cloud è uno spazio di archiviazione in cui ogni singola persona può salvare foto, video, documenti (e tanto altro) senza che vengano salvati su periferiche esterne tipo pen drive. Quindi è molto utile perché grazie ad una semplice connessione Internet si può accedere ai propri files in qualsiasi momento e posto, visualizzandoli o scaricandoli. Sicurezza, inoltre, una peculiarità molto importante per chi ogni giorno supporta e lavora per Telegram. Da un punto di vista tecnico, l’app è crittografata con una combinazione di crittografia simmetrica AES a 256-bit, crittografia RSA a 2048-bit e scambio di chiavi sicuro Diffie-Hellman. Quasi incomprensibile, senza un significato, ma in teoria, ed in realtà (anche se ci sono delle “voci” che smentiscono ciò, non confermate) le chat, e tutto ciò concerne all’uso, sono sicure e inviolabili; nessun hacker può violare la privacy. Creare chat di gruppo, con la possibilità di poter inserire cinquemila utenti e poter condividere video, immagini, file mp3, doc e tanti altri; sono i supergruppi. Mandare file e media non è più un problema: dimensioni e quantità, nessun di questi due limiti, qualsivoglia file può essere inviato; il tutto verrà salvato sul cloud fin quando ne richieda l’utente.

Fonte AndroidPit
Fonte AndroidPit

Simile al gruppo vi è anche il Canale, una sorta di chat in cui però la comunicazione è unidirezionale: un singolo utente pubblica qualcosa e gli iscritti possono leggere senza possibilità di replica. In questo caso non vi è limite di iscrizione e per poter ricercare qualsiasi canale basterà possedere l’usurname o il link; anche IlSaccente.it è presente su questa piattaforma, per poter comunicare ancor più con i lettori: @ilsaccenteit.

Un’altra caratteristica, fra le più comode e a volte divertenti, è la presenza dei bot. I bot sono degli account Telegram automatizzati, cioè vengono gestiti da un programma. Tramite essi si esplicano funzioni senza dover uscir dall’app stessa, per esempio basterà digitare @vid, e ciò che si desidera visualizzare da YouTube sarà immediatamente proposto sullo schermo davanti al quale digitiamo Molte comode risultano anche le chat segrete: dopo un certo tempo, pochi secondi o giorni, si attiverà un’autodistruzione dell’intera conversazione senza la possibilità di poter continuare a scrivere o condividere files. Qualora venga fatto uno screen, arriverà una notifica a chi aveva avviato questo tipo di chat. Ma ancora, si possono trovare e creare gli sticker: simili alle emoji, danno un tocco più spassoso alle varie conversazioni grazie alle loro svariate forme e soprattutto al contenuto, infatti se ne possono trovare tra i più bizzarri, fra tutti i fotomontaggi.

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Fonte Androidiani.com

Per poter iniziare ad usare tale applicazione basta possedere un dispositivo mobile (qualora si è in possesso di uno smartphone) e registrarsi tramite il proprio numero. E’ possibile creare anche un usurname mediante il quale si può essere cercati anche da utenti terzi, ma non rivelando, per privacy, il proprio numero. L’uso di un usurname può essere utile in quanto può essere inserito su un sito o su un biglietto da visita. Quello che verrà fornito sarà un link del tipo telegram.me/usurname (come – per esempio – il link de IlSaccente.it: telegram.me/ilsaccenteit Pubblicità pari a zero, protezione dei dati personali ed efficienza rendono Telegram sempre più convincete e sorprendente. Al momento uno dei fondatori (Pavel) ha supportato l’avvio di questa applicazione, ma qualora i fondi dovessero venir meno l’obiettivo di Telegram non sarà mai cogliere profitti mediante la raccolta di fondi da parte degli utenti. Funzionalità ampie miste alla semplicità fanno sì che Telegram si affacci sul mercato prepotentemente.

“Unisciti alla rivoluzione oggi” è una delle frasi conclusive che si può trovare prima di effettuare il download.

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