Il 6 Febbraio 1952 morì a cinquantasette anni il re del Regno Unito Giorgio VI. Il suo nome di uomo, padre e marito è Albert Frederick Arthur George. Regnò per sedici anni prima di lasciare il trono all’attuale regina Elisabetta II. Tutti lo ricordano per essere stato involontariamente e imprevedibilmente destinato a una corona che non sarebbe spettata a lui per diritto di successione. Un secondogenito forse in questi casi non scambierebbe mai “un piatto di lenticchie” con il proprio fratello maggiore, per ricevere il peso di una corona. Edoardo VIII, il giusto successore di Giorgio V, decise di rinunciare al regno per amore. Un amore che allora era considerato illegittimo dalla Chiesa d’Inghilterra, al cui capo è posta la Corona inglese. Un regnante legato a una donna divorziata, il cui marito era ancora in vita, era uno scandalo inaudibile. Edoardo allora divenne principe di Windsor, un titolo che non fu riconosciuto alla moglie divorziata e ai figli.

Risultati immagini per re edoardo VIII e la moglie
Edoardo VIII e la moglie Wallis Simpson Fonte matrimonioinvillaveneta.com

Il re Giorgio VI è stato il primo ad annunciare la sua incoronazione, entrando nelle case degli inglesi, attraverso la radio. Questa fu l’innovazione tecnologia del secolo, che accompagnò anche gli anni della guerra. La televisione sarà il mezzo di trasmissione del rito di incoronazione della regina Elisabetta. Il padre inaugurò l’inizio di un’epoca, che si serve dei mass media per connettere realtà tra loro distanti, come la monarchia e il popolo inglese. Sembra quasi che questo avvicinamento “abbia democratizzato” una istituzione che non aveva nulla di liberale.

Risultati immagini per incoronazione regina elisabetta II abbazia
Incoronazione di Elisabetta II all’abbazia di Westminster, businesspeople.it

Oggi i mezzi di comunicazione vanno oltre la registrazione e divulgazione di cerimonie. Il gossip investe anche la famiglia reale più famosa al mondo. Chi non conosce le storie, vere o false che siano, del principe William e della principessa Kate? Quella punta di normalità nella loro relazione avvicina la gente comune alla casa reale più di quanto ci si aspetta. E non parliamo del figlio, baby George, ormai protagonista di molti link ironici diffusi sui social network. Poracci quelli che parlano e ammirano ancora oggi i membri della monarchia inglese. La Corona ancora oggi rappresenta la nazione britannica, la sua storia, la sua cultura e tradizione.

Parte di questa storia alcuni di noi, appassionati di serie tv, la conoscono bene. Infatti recente è il successo di The Crown, l’esclusiva serie di Netflix, che narra le vicende private e pubbliche della regina Elisabetta II e della sua famiglia reale.

Risultati immagini per the crown
The Crown. Fonte Film Music Reporter

Il padre dell’attuale regina riuscì a sostenere con successo l’onere del regno, in qualità non solo di tradizionale monarca, ma anche di Capo di Stato. Sotto quest’ultima veste, in collaborazione con un altro personaggio del XX secolo, W.Churchill, affrontò la II Guerra Mondiale, riuscendo a salvaguardare il Regno Unito dall’invasione e dal contagio nazista.

Buckingham Palace e l’abbazia di Westminster sono tra i luoghi più rappresentativi della vita da regnante inglese, fatta di cerimonie e riti, che oscurano giustamente e inevitabilmente le vite private dei protagonisti. Persone normali come noi, ma vestite da nobili. Gli abitanti del Palazzo reale sono nati e cresciuti nel lusso, nello sfarzo, nella regalità. Hanno grandi responsabilità e una vita privata che soccombe di fronte a quella pubblica. Oscillano tra maschere da indossare in pubblico e personalità da poter manifestare nel privato. La ricchezza incommensurabile di un re o regina può invitarci a sognare una vita come la loro. Ma è davvero così facile e affascinante? Forse metter da parte la propria libertà è il prezzo da pagare per un personaggio pubblico estremamente famoso e addossato da grandi responsabilità verso la società.

Fingere di essere un re o una regina è sempre stato uno dei giochi preferiti dai bambini, perché ci rimanda a qualcosa di favoloso e fantastico, irreale. Eppure del tutto reale, comune, triste fu la morte di Re Giorgio, che in quanto fumatore accanito si ammalò di cancro ai polmoni e lasciò il suo regno mentre la figlia Elisabeth era in viaggio per l’Australia con il marito Filippo.

Non possiamo che terminare con un augurio all’attuale regina Elisabetta. Speriamo che continui con grande capacità e sapienza a svolgere la sua funzione di Capo di Stato di un paese che, sebbene abbia perso il dominio della scena internazionale a vantaggio degli USA, rimane la patria dei valori della democrazia e del liberalismo, e la meta di molti giovani desiderosi di una nuova vita. Una cosa le chiederei – essendo una donna piena di esperienza e protagonista di mezzo secolo di storia e cambiamenti epocali – di sostenere pubblicamente ancora l’immagine di una Gran Bretagna terra di immigrazione e parte dell’Europa della pace e della democrazia.

Infine pace all’anima di Re Giorgio VI e Long Live The Queen Elisabeth II.

Commenti

commenti