Amedeo Modigliani: pittore dell’anima

Pittore e scultore di inizio ‘900, Amedeo Modigliani operò nel periodo delle avanguardie storiche senza, però, riconoscersi in nessuna di queste, a causa del suo stile al confine tra genio e sregolatezza, che lo rese diverso e indipendente da ogni filone. Oltre alla sua grandezza artistica, va ricordata anche l’affascinante personalità che gli garantì il sostegno di molti e  l’amore smisurato di Jeanne Hébuterne, sua compagna di vita e musa della maggior parte dei suoi dipinti, che si suicidò il giorno successivo alla morte del compagno. Inizialmente appassionato maggiormente di scultura, “Modì” -ovvero “maledetto”,come fu rinominato dal celebre Picasso, con il quale fu sempre in conflitto- dovette, in un secondo momento, abbandonarla e dedicarsi solo ai quadri a causa della sua salute precaria e della sua vita fatta di stenti dovuti alle terribili dipendenze da alcool e droghe. Pur non essendo l’unico ad essere soggiogato dai vizi tipici del Montparnasse, l’artista ne fu colpevolizzato più di altri a causa delle malelingue degli invidiosi della sua arte innata, ma poco coltivata. Ogni quadro di Modigliani, infatti, sembra essere una proiezione psicologica della sua anima e di quella dei soggetti presenti nelle sue opere; “non dipingerò i tuoi occhi, finché non conoscerò la tua anima”: è quest’incisiva frase che, infatti, ci può far capire a pieno la linea di pensiero dell’artista che la pronunciò – come mostrato nel film biografico “I colori dell’anima”- riferendosi alla sua amata, durante la composizione di uno dei primi ritratti che le fece.

E’ proprio questo tratto caratteristico a farci capire come gli interessi della Parigi della Belle époque, agli inizi del ‘900, furono strettamente intrecciati alle nuove teorie scientifiche focalizzate sull’aspetto empirico e sensoriale della vita, e alla psicoanalisi Freudiana che, pur rimanendo velata, influenzò ogni ambito artistico e culturale di quel periodo. I “ritratti senza occhi” realizzati da Modigliani, infatti, non sono soltanto l’emblema del forte interesse psicologico nutrito dal pittore riguardo ai soggetti dipinti, ma, soprattutto, il simbolo di una società superficiale e materialistica, concentrata troppo sul piacere carnale e il “divertissement” , ma troppo poco sui pensieri, le necessità e la caratterizzazione degli stessi individui e del loro stato d’animo.

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