NAPOLI – ATALANTA 0-2 (28′, 70′ Caldara)

Il sogno europeo dei bergamaschi diventa sempre più realtà. Vittoria tanto bella quanto inaspettata sul campo di un Napoli apparso stanco e forse troppo destabilizzato dalla situazione creatasi a seguito delle dichiarazioni post-Real del presidente De Laurentiis. Gli uomini di Gasperini sono apparsi come sempre ordinati e hanno imposto il loro gioco anche contro una big. Primo tempo che passa senza nessuna nitida occasione per gli uomini di Sarri, se non quando Insigne riceve dentro l’area di rigore e spizzica la traversa con il suo classico destro a giro. Passano pochi minuti e sugli sviluppi di un corner la palla sbuca dalle parti di Caldara, che da pochi passi non può sbagliare e porta avanti i suoi. Il Napoli prova a reagire con Mertens: prima da buona posizione il suo tentativo finisce a lato, successivamente su calcio di punizione serve un grande intervento di Berisha per evitare il pareggio. Al 67′ l’episodio che potrebbe cambiare la gara: Kessie, già ammonito, stende Insigne pronto a ripartire, doppia ammonizione per lui e Atalanta in 10. Paradossalmente, però, non arriva la reazione del Napoli, ma il raddoppio bergamasco: contropiede partito da Caldara, Spinazzola fa tutto bene sulla corsia e mette dentro uno splendido pallone proprio per il centrale difensivo che trova una fantastica doppietta personale. Vittoria e quarto posto in classifica solitario per Gomez e compagni, a -3 proprio dal Napoli e da un terzo posto che significherebbe preliminari di Champions League.

JUVENTUS – EMPOLI 2-0 (52′ aut. Skorupski, 65′ Alex Sandro)

30 e lode per la Juventus che, nonostante una prestazione non di alto livello, riesce comunque ad imporsi sull’Empoli e a regalare al proprio pubblico la trentesima vittoria consecutiva in campionato allo Stadium. Inizio un po’ molle dei bianconeri che controllano comunque la gara e creano occasioni soprattutto grazie alle sponde di Mandzukic che mette per ben due volte Higuain e Sturaro nelle condizioni di battere a rete: troppo morbidi però i loro tentativi. È proprio il croato però a sprecare la prima grande occasione della gara: servizio efficace di Higuain, ma il numero 17, tutto solo davanti a Skorupski, non riesce a battere a rete. Ad inizio ripresa però si fa subito perdonare: cross di Cuadrado ed incornata potentissima, Skorupski respinge sulla traversa e un rimpallo fa terminare il pallone in gol. L’Empoli tenta una timida reazione, il tentativo di El Kaddouri però finisce di molto alto sopra la traversa. La Juventus allora la chiude: cross di Dani Alves che trova Alex Sandro in area, il brasiliano si gira e incrocia sul secondo pallo. Nulla da fare per l’estremo difensore, è 2-0. Entra anche Dybala a dare un po’ di vivacità alla manovra offensiva, ma la gara non regala altre emozioni. Prosegue inarrestabile la marcia dei bianconeri verso il sesto titolo consecutivo.

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Alex Sandro. Fonte goal.com

PALERMO – SAMPDORIA 1-1 (31′ Nestorovski rig., 90′ Quagliarella)

Grande occasione sprecata dai rosanero in ottica salvezza. In una giornata in cui tutte le dirette concorrenti escono sconfitte, il Palermo trova solo un punto dopo una buona prestazione. Partono però bene gli uomini di Gianpaolo: dopo pochi minuti, Quagliarella fa tutto bene, salta Posavec e calcia clamorosamente a lato. Reazione immediata però di Nestorovski e compagni, con il tentativo di Balogh fermato abilmente da Viviano. Lo stesso attaccante ungherese si procura alla mezzora il rigore che porta avanti i suoi. La firma, neanche a dirlo, è di Ilija Nestorovski, alla decima marcatura stagionale. Sul finale di primo tempo, tentativo di Chochev con la palla che termina vicina al palo. Ad inizio ripresa, è ancora il Palermo a controllare la gara. Occasione sciupata sul cross di Rispoli sul quale tutti gli uomini offensivi schierati da Lopez arrivano in ritardo all’appuntamento con il pallone. I pericoli per la Samp arrivano ancora una volta da destra: ancora una volta Rispoli riesce a mettere dentro un ottimo pallone, ma Nestorovski stavolta spreca calciando clamorosamente tra le braccia di Viviano. Ne approfittano così i blucerchiati: il solito Muriel trova in area Quagliarella che gela il Barbera. 1-1 e distacco di sette punti dall’Empoli quartultimo. Grande rammarico per i rosanero, la salvezza si allontana sempre di più.

CHIEVO – PESCARA 2-0 (12′ Birsa, 61′ Castro)

Poteva essere l’occasione per confermarsi per gli abruzzesi dopo il 5-0 rifilato settimana scorsa al Genoa, ma le carenze difensive della squadra di Zeman tornano a farsi vedere. Il primo gol di Birsa nasce da una respinta sbagliata di Benali: lo sloveno controlla, porta la palla sul sinistro e non dà scampo a Bizzarri. Partita subito sbloccata e indirizzata nel verso giusto dagli uomini di Maran. Il Pescara però ha armi per far male, e lo dimostra Caprari quando, quasi alla mezzora, si gira in area e non trova la gioia del gol solo grazie ad un grande intervento di Sorrentino. Si passa alla ripresa, ancora i clivensi a fare la gara. Tentativi di Hetemaj e Cacciatore, ma è Castro a raddoppiare appoggiando comodamente a porta spalancata. Il Pescara non riesce a reagire, è il Chievo ad andare vicino al terzo gol con la traversa di Birsa. Finisce qui, gli uomini di Zeman non trovano stabilità e dunque continuità. La salvezza rimane quasi impossibile.

CROTONE – CAGLIARI 1-2 (10′ Stoian, 32′ Joao Pedro, 69′ Borriello)

Ultima spiaggia anche per il Crotone, che esce però sconfitto dal Cagliari. Partono forte però Falcinelli e compagni e Stoian, al decimo minuto, trova un grande diagonale per il vantaggio. Sono ancora i calabresi a fare la partita, Acosty e Falcinelli sprecano e sugli sviluppi di un cross di Isla, Joao Pedro colpisce e fa 1-1. Nella ripresa, il copione non cambia: il Crotone fa la gara, ma Acosty è tanto veloce quanto poco preciso e calcia sul fondo. Neanche Trotta, da buona posizione, inquadra la porta. Qualche minuto più tardi, invece, Borriello fa tutto solo e tutto bene: la mette giù, si gira e batte Cordaz. 1-2 e Scida ammutolito. Tentativi timidi di Falcinelli e Barberis per trovare il pareggio, ma nulla da fare. I calabresi rimangono penultimi e con poche speranze di rimanere nella massima serie.

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Joao Pedro. Fonte La Gazzetta dello Sport

GENOA – BOLOGNA 1-1 (57′ Viviani, 90’+4′ Ntcham)

La prima di Mandorlini sulla panchina del Genoa non va affatto bene. Il neo tecnico viene salvato solo dal siluro di Ntcham a tempo scaduto, ma dal punto di vista del gioco e della personalità nessuna novità rispetto alla gestione Juric. Il primo tentativo da parte di Verdi e compagni passa dai piedi di Viviani, che dalla lunga distanza impegna Lamanna. Alla mezzora, Petkovic si libera di Munoz e trova Dzemaili libero in area di rigore, il suo destro si infrange però su Burdisso prima di poter terminare in rete. Nella ripresa, è ancora il Bologna a fare la partita e a trovare, con un grande calcio di punizione, la rete del vantaggio con Viviani. Qualche minuto dopo, incredibile errore di Masina sotto porta. Avrebbe potuto chiudere la gara. Ed invece, su una ripartenza guidata da Simeone, Torosidis commette fallo e si vede sventolare in faccia il cartellino rosso. La partita allora cambia, il Genoa trova coraggio e ci prova. Il tentativo vincente però è quello di Ntcham che a recupero praticamente finito tira dal cilindro un destro da fuori imparabile per Mirante, che fino a quel momento aveva tenuto a galla i suoi. Pareggio che serve poco ad entrambe le squadre che non trovano i tre punti da mesi ormai.

LAZIO – UDINESE 1-0 (72′ Immobile rig.)

Una Lazio che ha finalmente imparato a soffrire e a sfruttare le occasioni. Primo tempo molto noioso, nessuna occasione degna di nota se non un palo esterno colpito da Patric da posizione angolata. Nella ripresa, invece, si sveglia prima l’Udinese che va vicina al vantaggio con una grande azione di Jankto: dribbling e sinistro che trova però Strakosha ben piazzato. A venti minuti dalla fine, l’episodio che decide la gara: fallo di mano dubbio in area da parte di Ali Adnan, ma l’arbitro di porta assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Immobile non fallisce. Tre punti fondamentali per l’Europa per gli uomini di Inzaghi, impegnati domani nel derby di Coppa Italia contro la Roma.

SASSUOLO – MILAN 0-1 (22′ Bacca rig.)

Milan cinico e fortunato. Sì, perché vince per la prima volta sul campo del Sassuolo più per fortuna che per bravura. Fortuna quando Berardi, dopo dodici minuti, si presenta dal dischetto e calcia a lato; quando, dieci minuti più tardi, è Bacca a trovarsi dagli undici metri e a segnare grazie ad uno scivolone, con l’esecuzione del rigore che avrebbe dovuto essere ripetuta per doppio tocco da parte dell’attaccante. Le emozioni si sono tutte concentrate in questi primi minuti di gioco, per il resto partita abbastanza noiosa priva di guizzi degni di nota. Nel finale, due occasioni in contropiede per Suso: sulla prima grande intervento di Consigli, la seconda invece finisce alta. Il Milan trova la seconda vittoria consecutiva e qualche speranza in più per la qualificazione in Europa. Il 3 Marzo dovrebbe avvenire finalmente il closing e il passaggio della società ai compratori cinesi, il che potrebbe portare più serenità nell’ambiente rossonero.

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Carlos Bacca. Fonte goal.com

INTER – ROMA 1-3 (12′,56′ Nainggolan, 81′ Icardi, 85′ Perotti rig.)

Il big match di giornata va ai giallorossi. Niente vittoria con vista Champions per gli uomini di Pioli, che hanno comunque giocato all’altezza dei propri avversari. A decidere la partita, infatti, più che la superiorità di Dzeko e compagni sono state le due perle di Radja Nainggolan. Nel primo tempo, si è liberato abilmente di Gagliardini e ha trovato il palo lontano con un interno destro. Nel secondo tempo, ha chiuso i giochi con un siluro all’incrocio dei pali dopo 60 metri palla al piede. Nel mezzo, occasioni da una parte e dall’altra. La Roma ci ha provato con Bruno Peres e Salah, ma Handanovic è stato attento. I padroni di casa con il solito Icardi e con Joao Mario, ma il muro della Roma ha retto bene soprattutto grazie all’ormai consolidata coppia Manolas-Fazio. L’Inter riesce a sbloccarsi solo a dieci minuti dal termine, neanche a dirlo con il suo capitano smarcato in area da Perisic. Le speranze nerazzurre però si spengono subito dopo, quando Dzeko, atterrato in area, si guadagna calcio di rigore. Perotti dal dischetto è infallibile, 1-3 e partita chiusa. La Roma consolida il secondo posto in vista dello scontro diretto contro il Napoli della prossima giornata, l’Inter vorrà subito reagire sul campo del Cagliari.

FIORENTINA – TORINO 2-2 (8′ Saponara, 38′ Kalinic, 65′, 85′ Belotti)

Ennesima rimonta subita dalla Fiorentina. Ennesima contestazione ai danni del mister Paulo Sousa. Come Giovedì in Europa League, anche la gara contro il Torino non poteva iniziare meglio per i viola. Neanche dieci minuti e partita sbloccata dal primo gol con la nuova maglia di Riccardo Saponara, che sostituisce egregiamente l’infortunato Bernardeschi ed approfitta di un batti – ribatti in area di rigore per firmare l’1-0. Il Torino non riesce a reagire, la Fiorentina va vicina al raddoppio prima con Tello e poi con Kalinic. Lo stesso attaccante croato, qualche minuto dopo, incorna bene sul calcio d’angolo di Borja Valero e fa 2-0. Ad inizio ripresa, clamorosa occasione per Saponara, il suo destro finisce di pochissimo fuori. Da qui in poi, i viola escono praticamente dal campo. Percussione di Barreca che viene steso in area da Salcedo, calcio di rigore. Belotti calcia clamorosamente alto, ennesimo errore stagionale dal dischetto per gli uomini di Mihajlovic. Tre minuti più tardi però il “Gallo” si fa perdonare e sugli sviluppi di un corner accorcia le distanze. Il Toro trova fiducia, la Fiorentina è sparita. Baselli trova ancora Belotti in area e a cinque minuti dalla fine è 2-2. Altri fischi per Sousa e i suoi. Le qualità non mancano, ma la mentalità della squadra viola è il grosso problema da risolvere se si vuole evitare una stagione del tutto fallimentare.

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