John Surtees è stato più unico che raro. Un mostro sacro del motociclismo e dell’automobilismo in tempi in cui i piloti perdevano la vita troppo facilmente. Una personalità forte nel paddock e indissolubilmente legata alla nostra penisola.

John Surtees
John Surtees. Fonte liberopensiero.eu

Durante la sua gloriosa carriera vince ben sette campionati del motomondiale dal 1956 al 1960 (tre in classe 350 e 4 in classe 500) in sella alla MV Agusta prima di dedicarsi alla Formula 1 dal 1960 al 1972. Nel 1964 a bordo della Ferrari 158 vince il suo unico titolo mondiale nella massima categoria automobilistica all’ultima gara, distaccando Graham Hill di un solo punto.

John Surtees appartiene a un’epoca tanto bella quanto sanguinosa per il mondo motoristico, che negli anni ci ha strappato talenti e Uomini (con la U maiuscola) che tutt’oggi rappresentano un esempio per noi giovani amanti dei motor-sport. Un’epoca “romantica” in cui l’uomo veniva prima del pilota e di grandi progressi per l’automobile in generale. Il patrimonio lasciato dal baronetto inglese è indiscutibilmente inestimabile e prezioso.

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