Alitalia: riflessioni sul Tito Minniti

Opinioni personali sulle recenti vicende che hanno come protagonista lo scalo reggino

Viste le vicende di questi giorni mi preme fare delle riflessioni sui movimenti che Alitalia sta adottando. Reggio, come tutti sappiamo, ha molte carenza sulle infrastrutture: basti pensare che solo nel 1974 l’autostrada raggiunse il centro città e ci sono voluti oltre 50 anni per l’ammodernamento. L’aeroporto è un punto debolissimo, difficilissimo per l’approdo di nuove compagnie, proprio per la difficoltà e brevetti speciali per i piloti che vogliono atterrare qui. Non ci rendiamo conto come un nodo così importante, se trascurato, non può dare più possibilità di sviluppo. Pensiamo alla vicenda di Bergamo, che dall’approdo di Ryanair è diventata una centralità, un nodo di decompressione per gli aeroporti di Milano.

La mia riflessione vuole perlopiù incentrarsi su come questi movimenti di Alitalia siano solo un danno all’aeroporto di Reggio, perché l’ex compagnia di bandiera non è tornata in modo definitivo, ma solamente fino a fine maggio, e quindi chiunque dovrà organizzare una trasferta dopo quella data deve per forza adoperarsi in altra maniera. Tutto ciò provoca un danno maggiore, perché chi ha prenotato già un altro biglietto (magari all’aeroporto di Lamezia) non cambierà il biglietto per Reggio con costi aggiuntivi.

Se dunque il problema verte sul bilancio, questo “ritorno” di un mese servirà a ben poco, perché chi doveva fare il biglietto per dopo marzo lo ha già fatto e chi dovrà farlo per dopo aprile non potrà farlo. Diventa paradossale su come chi critica chi batte le mani quando l’aereo atterra perché “il pilota fa il suo lavoro” adesso batta le mani alle amministrazioni pubbliche per aver “riportato” Alitalia a Reggio, proprio perché questo è il lavoro di chi gestisce la cosa pubblica. L’aeroporto è un bene primario, i trasporti sono un bene primario. Ma adesso continuiamo a festeggiare anche perché pochi mesi fa la tratta tranviaria Reggio-Roma si è velocizzata di ben 27 minuti!

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