“Keith Haring about art”: il palazzo reale di Milano si colora di umanità

Dal 21 Febbraio al 18 Giugno 2017

Milano, Palazzo Reale- L’esposizione “Keith Haring about art” presenta ben 110 opere, sia pittoriche che monumentali, molte delle quali inedite in Italia. Il percorso di tipo tematico, all’interno del quale è previsto si muovano i visitatori, risulta efficace al fine di focalizzare gli argomenti di interesse sociale e culturale proposti dall’autore e trasposti, dallo stesso, nelle sue opere. L’intento principale dell’artista risulta quello di sensibilizzare la popolazione Newyorkese su questioni delicate quali l’Aids, la droga, il razzismo, l’omosessualità e la disumanizzazione della società che, nel periodo a lui contemporaneo, erano frequenti e difficili da affrontare. Dietro l’apparentemente gio­coso infan­til­ismo delle forme e un’arte semplice, simbolica, “diretta”, le sue opere sono spesso dram­matiche e vogliono con­durci a una rif­les­sione: un albero della vita con le foglie verdi, che assumono forma umana, diventa segno di lotta nei confronti del dilagante Aids e di speranza per la nuova generazione , un omino con le braccia passanti attraverso testa e stomaco diventa simbolo del necessario equilibrio fra razionalità e istinto, un quadro non finito di proposito incarna il significato intrinseco della vita come ciclo senza fine che contiene nel “non finito” il germe di un nuovo inizio.

albero della vita

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La peculiarità più interessante di questi quadri è, però, il fatto di essere, almeno la stragrande maggioranza, privi di titolo: “Untitled” sembra la parola chiave di questa mostra. E’ come se l’artista, pur avendo chiaro in testa il significato di ogni opera, volesse permettere a qualsiasi individuo di “adattare” l’opera ai propri pensieri e alle circostanze della propria vita e, quindi, “riscriverne il significato”. Ma, si deve comunque tenere in considerazione che la lettura retrospettiva dell’opera di Haring non è corretta se non è vista anche alla luce della storia dei filoni artistici che egli ha compreso e collocato al centro del suo lavoro: archetipi della tradizione classica, forme di derivazione tribale ed etnografica, di immaginario gotico o di cartoonism, surrealismo e simbolismo sono, infatti, gli accordi che hanno reso possibile la creazione della splendida melodia della sua arte.

«Io penso che l’artista contemporaneo abbia una responsabilità verso l’umanità:
Deve continuare la sua celebrazione; deve opporsi alla disumanizzazione della nostra cultura»

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