L’8 Marzo del 1908 a New York in una fabbrica di camicie ci fu un rogo in cui morirono decine di donne…e se non fosse andata esattamente così? Pare infatti che il famoso incendio non sia mai avvenuto realmente ma piuttosto viene confuso con una tragedia simile verificatasi il 25 Marzo 1911 in cui morirono sia donne che uomini. Tuttavia nel 1977, dopo molteplici eventi che coinvolsero le donne e i loro diritti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite propose una Giornata per i Diritti delle Donne e per la Pace Internazionale (United Nations Day for Women’s Rights and International Peace“) e l’8 Marzo fu scelta come data ufficiale da molte nazioni.

 

Molto più importante delle origini della ricorrenza è proprio l’espressione giornata per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”. In queste poche parole si può cogliere quanto questa giornata non sia solo una celebrazione del sesso femminile ma sia il disegno di una più bella e “gentile” idea che lega i diritti di una singola categoria alla pace del mondo intero. Un esempio virtuoso di quello che dovrebbe realmente essere questo giorno lo troviamo in Kenya, dove Douglas, un giovane guerriero Moran, si è schierato contro la mutilazione dei genitali femminili, diventando ambasciatore e contribuendo alla lotta contro questi barbari rituali. Ciò prova che l’obbiettivo non è la difesa della donna per la donna ma piuttosto la difesa di principi e diritti inviolabili dalla cui parte si dovrebbero schierare tutti senza distinzione alcuna.

Quindi ci troviamo di fronte a un evento che, non solo, celebra l’emancipazione, il femminismo o la conquista del diritto di voto ma che ci ricorda che a fronte delle tante donne emancipate ce ne sono tante altre vittime di violenza, di discriminazioni e sofferenze.

È una battaglia che va combattuta dalla società intera -uomini e donne, bambini e adulti, occidentali e orientali- perché non rende migliore solo lo stile di vita delle donne ma perché rende il nostro mondo più civile, democratico, equo e corretto. Potremmo dire di aver vinto quando non ci sarà più bisogno di ricordare questo giorno, quando ogni donna smetterà di emulare gli uomini per sopravvivere nella società maschilista, quando ogni bambina potrà pensare di diventare qualunque cosa, quando ogni ragazza non avrà più bisogno di sbandierare i propri diritti per vederli riconosciuti e quando finalmente tutti saremo considerati ciò che siamo: esseri umani.

Di seguito il link sulle tante donne “saccenti” che hanno contribuito a rendere migliore in nostro mondo

 

Commenti

commenti

SHARE