Intervista a Matteo Achilli, il giovane e discusso fondatore di Egomnia.

A tu per tu con Matteo Achilli.

Matteo Achilli è un giovane imprenditore italiano che ha deciso di restare in Italia e di contribuire alla crescita economica del nostro paese. E’ fondatore di una piattaforma di job matching, Egomnia.com, attiva dal 2012 ed in continua espansione. Egomnia sviluppa l’interazione tra aziende e persone in cerca di lavoro e sta facendo passi da gigante anche a livello internazionale. “Si sta consolidando ulteriormente sul mercato italiano ed è sbarcata ufficialmente in Brasile e in quattro settimane in Germania grazie all’assunzione di tre giovani commerciali dedicati e un budget in marketing di oltre 100 mila euro“, ha sottolineato l’azienda in un comunicato. Per una volta non parleremo di un “cervello in fuga” ma di un giovanissimo imprenditore che è rimasto in Italia e che ha investito nel bel paese. La storia di Matteo Achilli è arrivata anche nel grande schermo: dal 6 aprile il film “The Startup” di Alessandro D’Alatri, è in proiezione nelle sale cinematografiche italiane. Proviamo a conoscere Matteo Achilli da vicino proponendovi l’intervista integrale che ha gentilmente rilasciato alla nostra Redazione.

Intanto ti ringraziamo per averci dato la possibilità di porgerti qualche domanda e ci complimentiamo per i tuoi successi imprenditoriali. Ci illustri gentilmente che cos’è Egomnia?

Egomnia è una società italiana che opera nel settore dell’informatica. I suoi servizi e le sue soluzioni sono principalmente indirizzate al mondo delle risorse umane. Il servizio più famoso è “Egomnia.com”, social network per l’interazione tra domanda e offerta di lavoro che conta oltre 850 mila iscritti e 1.350 aziende aderenti.

 

Egomnia.com: piattaforma di job matching ideata da Matteo Achilli.

Come è nata questa idea imprenditoriale? È stato un progetto molto ragionato o frutto di un lampo di genio?

Durante l’ultimo anno di liceo io e miei compagni di classe dovevamo scegliere l’università in cui andare a studiare ed eravamo influenzati nella scelta dell’ateneo dalla posizione che questo aveva nelle classifiche che venivano stilate. Così mi sono detto: perché non fare una classifica di studenti? Da allora l’idea si è evoluta e quell’intuizione ora permette di semplificare il processo di selezione delle grandi aziende, facendo risparmiare tempo e costi.

Raccontaci la tua storia. Chi ha creduto sin da subito in Egomnia? Hai trovato difficoltà a far conoscere e a diffondere tale piattaforma di Job- matching?

Mio padre ha investito il primo capitale, 10 mila euro, per permettermi di realizzare il primo prototipo. Dopo di lui a crederci sono stati gli studenti della mia università che hanno promosso il portale il giorno del lancio, tanto da farlo diventare virale e far avvicinare la stampa nazionale.

 

Matteo Achilli. Fonte: profilo twitter

 

 

Egomnia ha avuto i risultati che ti aspettavi fino a questo momento? Pensate di aver ulteriori margini di crescita anche a livello internazionale?

Finora Egomnia è riuscita a passare da progetto liceale ad azienda strutturata. I margini di crescita sono alti, come molto alte sono le difficoltà. Ma sono consapevole dei passi che devo percorrere per migliorare il business dietro questo strumento.

Sei stato paragonato da molti a Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. Ti ha pesato questo paragone o ti ha stimolato ancora di più? Ritieni, inoltre, che possano esserci affinità tra la tua idea e quella di Mark?

È un soprannome che mi ha dato la stampa, le nostre realtà e le nostre persone non sono paragonabili, però entrambi abbiamo un film sulla nostra storia imprenditoriale.

Emil Abirascid, direttore di StartupBusiness, ha verificato che la piattaforma di Egomnia in una settimana, dal 13 al 18 marzo, ha registrato un incremento di oltre 30 aziende e un totale di 94 annunci di lavoro pubblicati. A cosa è dovuto, a tuo avviso, l’incremento eccezionale di utenti? Come rispondi alle critiche che ti vengono troppo spesso rivolte?

Egomnia sta crescendo e questo è evidente. Le critiche arrivano spesso dalla community di startupper perché non vedono di buon occhio la mia esposizione mediatica. Egomnia negli anni è stata molte volte sotto la luce dei riflettori. Molti giornalisti di nicchia e non hanno fatto ricerche approfondite della mia azienda, cercando il pelo nell’uovo, senza però trovare nulla. Questo perché Egomnia è inattaccabile. È un’azienda sana, che investe e crea valore in Italia e che cresce grazie ai clienti e non grazie ai finanziamenti pubblici. Le critiche lasciano il tempo che trovano.

Il 6 aprile è uscito nelle sale cinematografiche italiane il film ” The Startup” di Alessandro D’Alatri, ispirato proprio alla tua esperienza vincente di giovane italiano che è riuscito ad affermarsi nel proprio paese. Quale messaggio vuole essere trasmesso mediante questo film?

Un messaggio di speranza. È un bel film fatto senza falsa retorica. Un cast giovane e di talento. Una regia e una fotografia che non lo fanno sembrare un film italiano. Nel senso buono del termine. Si racconta la storia di un giovane che non si lamenta, non pretende ma si rimbocca le maniche, lavora, cerca di fare e rimane in Italia. Un giovane che può essere chiunque in quanto non è un genio: può essere il tuo amico, il tuo compagno di banco, tuo nipote, tuo figlio o addirittura potresti essere tu. Dietro al film ci sono valori forti: merito, famiglia, sacrificio, impegno, determinazione, lavoro, università, startup, ecc… È un film che sta piacendo molto alla critica e alla persone che lo hanno visto. Sono contento che in Italia si investa sui giovani e si voglia lanciare un messaggio del genere in questo periodo così difficile per loro.

Il giovane attore Andrea Arcangeli interpreta Matteo Achilli nel film “The Startup”. Fonte: blogdicultura.it

Credi che il mercato del lavoro italiano possa essere in grado di espandersi e di garantire maggiore mobilità in relazione all’occupazione giovanile? Quali consigli senti di dare ai giovani che cercano di sviluppare progetti ambiziosi e freschi, come quello de ilsaccente.it, nonostante debbano convivere in regioni d’Italia spesso abbandonate a se stesse (nel nostro caso la Calabria)?

Non è un buon momento per il mercato del lavoro. Proprio per questo ai giovani suggerisco di utilizzare tutti i diversi canali che ci sono per trovare lavoro: l’online, l’offline, il networking, la partecipazione a eventi, ecc… Inoltre bisogna manifestare sempre l’apertura mentale, la capacità di adattarsi, di essere flessibile, la preparazione, la conoscenza di lingue, il cultural fit (la conoscenza della storia dell’azienda per cui si fa application e la condivisione dei valori aziendali) e la voglia costante di imparare. Siamo in un mondo che va molto veloce, le aziende non sanno di che figure professionali avranno bisogno tra 3-5 anni. Probabilmente ci stiamo formando per dei lavori che non esisteranno più. Ecco perché, in questo contesto, la flessibilità e la voglia di imparare sono fondamentali.

Ringraziamo nuovamente Matteo Achilli per aver creduto nel nostro progetto. Gli auguriamo ancora importanti successi imprenditoriali e personali. Non ci stancheremo mai di valorizzare e di proporre esempi del genere, poichè infondono speranza a quei giovani che provano a farsi strada nel mercato del lavoro e che trovano troppo spesso le porte chiuse. Abbiamo una sola certezza: nessuno può privarci del diritto di sognare  e nessuno ci potrà impedire di dedicare corpo e anima a ciò in cui crediamo fermamente.

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