Milan : il giorno dell’addio

Il 18 Luglio 1986 per molti sarà stato un giorno come un altro, mentre rappresenta un giorno importante per il popolo milanista e così anche per tutto il mondo del calcio sia italiano che internazionale: quella soleggiata giornata estiva segna contemporaneamente un inizio e una ripartenza, l’anno zero dell’era Berlusconi e la riconquista di sogni di gloria perduta a cui la storia del Milan aveva abituato i suoi tifosi.

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Silvio Berlusconi. Fonte Blitzquotidiano

Sulle note vibranti della Cavalcata delle Valchirie di Wagner inizia dunque un trentennio di storia calcistica che ha visto intrecciarsi indissolubilmente il nome della famiglia Berlusconi al mondo Milan. Il 13 Aprile 2017 è la data di addio, la data che segna la fine di un era, di una gloriosa avventura che il presidente Berlusconi, sempre affiancato da Adriano Galliani, ha saputo realizzare prendendo per mano il Milan in una caldissima Arena Civica e conducendolo sul tetto del Mondo. Non solo gloria in questo trent’anni, ma anche cadute rumorose come la finale di Istanbul del 2005 e anni di grigia mediocrità come quelli appena trascorsi che poco si confanno a un club di così alto blasone. Spesso accusato di utilizzare il Milan come specchio per le allodole dal quale trarre vantaggio politico, Berlusconi ha sempre dimostrato il vero e viscerale attaccamento ai colori del tifo della sua infanzia, a prescindere dal consenso e dalla simpatia personale che indubbiamente il ruolo di Presidente ha suscitato verso di lui nel popolo milanista. Berlusconi e Galliani due visionari, pazzi di calcio e pazzi di Milan, che hanno guadagnato l’onore e la gloria che gli annali calcistici conferiscono loro. Tante scommesse vincenti, come Sacchi, Capello e Ancelotti, accompagnate da decine di trofei, 5 Champions e uno straordinario Palmares che in questi trent’anni hanno reso allori a giocatori, allenatori e dirigenti del Milan, tutti accomunati da due segni distintivi: quei colori che segnano una carriera e quella strana coppia Presidente e A.D. che sembrano far parte della rosa.

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Fonte La Repubblica

Da Giovedì entrambe le squadre di Milano, tra le più gloriose in Italia e nel Mondo, hanno due proprietà cinesi. Benché il tanto paventato Closing sia finalmente giunto e l’ufficialità del passaggio di consegne ai vertici societari si sia raggiunta nel pomeriggio di ieri, il sostanziale addio tra due Innamorati si consumerà probabilmente oggi all’ora di pranzo, Silvio Berlusconi da una parte e il suo Milan dall’altra, divisi per la prima volta dopo tanto. Il pubblico delle grandi occasioni riempirà San Siro in occasione di un Derby indubbiamente diverso dal passato sotto molti punti di vista. Il popolo milanista, che già aveva reso omaggio a Berlusconi durante la sua ultima presenza a San Siro, darà il ben venuto al nuovo presidente Yonghong Li con un caloroso applauso ma soprattutto con quella che presumibilmente sarà una grandiosa ovazione, quasi a rievocare il pathos suscitato da Wagner in quella calda giornata di Luglio, un ideale abbraccio, dirà addio a Silvio Berlusconi e ad Adriano Galliani.
Le figure di Berlusconi e Galliani sono state per più di quarto di secolo il volto di un mitico club che insieme a loro ha toccato il cielo con un dito, ma il Milan c’era e ci sarà sempre, anche dopo che le due strade si saranno divise.
Oggi è indubbiamente la fine di un bellissimo viaggio, che lascia un velo di tristezza nel cuore di chi l’ha vissuto e la responsabilità di una fama da preservare e accrescere in coloro che ora ne intraprendono il cammino.
Da oggi anche il Milan si aggiunge alla lunga lista di club che sono passati dal Calcio dei sogni al calcio dei Soldi.

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