Tra nuove amicizie e vecchie ostilità

Prove di rottura e nuove alleanze: i partiti prendono le misure in vista delle elezioni

Cuffaro ha detto che con Renzi leader, in Sicilia si può fare l’alleanza FI-PD. In commissione affari costituzionali al Senato prime prove di rottura con Area Popolare che afferra la poltrona con Torrisi presidente. Nel frattempo Silvio allatta agnellini. E nel PD il Congresso è alle porte. Non c’è dubbio, tira aria di elezioni. Ma tra quanto? Imprescindibile è il passaggio della legge elettorale, sulla quale il Giglio Magico si è detto pronto a dialogare con i pentastellati. Mentre chi sta più a destra spinge per andare al voto subito. Quale scenario se si andasse al voto oggi? Il proporzionale presenta una scena frastagliata, tipico di questo sistema. L’assenza di premi di maggioranza spinge chi non trova spazio a cercarsi il proprio posticino nell’emiciclo, forte di superare una risicata soglia di sbarramento. Ma i Partiti maggiori non ci stanno: il proporzionale avvantaggia i piccoli partiti ma mette a repentaglio la governabilità.

Fonte Cityrumors
Fonte Cityrumors

E lo scenario è da Prima Repubblica: alleanze da definire, posizioni da bilanciare. Allo stato attuale il PD e il M5S sono al centro della scena. Ma è fantapolitica pensare ad un sodalizio tra giganti. Mentre si fa sempre più verosimile il grande abbraccio dei moderati dal PD a Forza Italia. E le voci di palazzo vogliono i grillini assieme ai compagni di merende della Lega Nord. Lo scenario che si prospetta è proprio quello di una grande coalizione dei populisti. Ma il Cavaliere ha già dichiarato che i populisti non possono non essere presi in considerazione. Specchietto per le allodole? Ancora troppo presto per dirlo. Qualcuno pensa che Silvio da imprenditore navigato qual è troverà uno spazio, con l’uno e con l’altro, trattando con i moderati, mandando in avanscoperta i suoi che come Cuffaro fanno la corte al PD e dando la parola ai populisti.

 

Fonte Unione Sarda
Fonte Unione Sarda

Mentre il Congresso dei Circoli ha già dato ragiona a Matteo, che si è portato a casa la maggioranza del Partito. Mettendo a tacere le voci di chi lo voleva forte con gli elettori ma debole con gli iscritti. Orlando ed Emiliano provano a stringere il consenso di Renzi ad una maggioranza risicata ma non ci riescono. Il merito di aprirsi al dialogo con gli altri drappelli politici non è di poco conto. Il clima elettorale sarà rovente ed è bene ribadirlo: nessuno si può mettere in testa di governare da solo con il proporzionale. Sempre che le cose non cambino, dato che il PD spinge sempre di più verso il Mattarellum. Ma un maggioritario uninominale? Probabilmente incostituzionale. Violando di fatto il principio cardine della rappresentatività.

Fonte L'Unità
Fonte L’Unità

In sottofondo il frastuono e le beghe di papà Tiziano, anche se ormai ci si chiede quanto possa contare: con una domanda che riecheggia: ci abitueremo mai ad inchieste fantasma? Appaiono all’improvviso come spettri, spostano i mobili, rompono i vasi, aprono le finestre, poi di colpo svaniscono. Ma la corruzione è la naturale conseguenza delle società più evolute. Gli storiografi romani mettevano in evidenzia che le conseguenze del progresso sono la cultura e la corruzione. E sono anche la ghiotta pietanza dei forcaioli. Dei giustizieri dal click facile. Di chi vuole la Repubblica dei Magistrati. E la separazione dei poteri? Vabbe’ questo principio possiamo pure scartarlo, mica è importante.

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