A quanto pare, questa sera, Francesco Totti giocherà l’ultima partita con la maglia della Roma e, molto probabilmente, appenderà gli scarpini al chiodo. In molti vedono, forse un po’ pessimisticamente, chiudersi un ciclo del calcio italiano, quello delle “bandiere”, di quei giocatori che giurano fedeltà eterna ad una sola squadra e che ne diventano un simbolo equiparabile ai colori sociali o allo stemma che la distinguono. Sembrerebbe, infatti, che le generazioni attuali di calciatori stiano costruendo – chi più, chi meno – rapporti meramente economici con le società sportive e trascurando quel legame e quella passione verso la “maglia” che altri – come Maldini, Zanetti, Del Piero, Totti (ma anche altri come Buffon e De Rossi) – avevano anteposto ad un numero a sette cifre su un contratto. Certamente tutti i calciatori citati percepivano, o percepiscono tutt’ora, ingenti guadagni, ma difficilmente si è anche solo ipotizzato che potessero trasferirsi in altre squadre esclusivamente per una questione di soldi. I calciatori di oggi, invece, sembrano dipendere troppo dai propri procuratori, che, inseguendo ad ogni costo il guadagno, tengono in pugno i dirigenti delle società con trattative che in alcuni casi appaiono come ricatti e che spesso si concludono con il trasferimento del giocatore, talvolta a discapito della sua stessa carriera professionale.

Fonte Vavel Italia
Fonte Vavel Italia

Per molti, forse un po’ pessimisticamente, Totti rappresenta una delle ultime ancore che evitano la deriva di un calcio sempre più dominato dal denaro e dalle strategie di mercato. Forse tutto ciò è vero. Forse il calcio non è più di chi lo ama, ma di chi ci fa i soldi, di chi si accaparra i diritti televisivi, di chi, come i “cinesi”, lo sfrutta per entrare in nuovi mercati, di chi, come Raiola, per trarre benefici, spinge i giocatori ad accettare il trasferimento. Forse il calcio è solo di quei giocatori che, prima di pensare alla partita che dovranno affrontare, pensano al prossimo acquisto stravagante ed eccessivo, a divertirsi la sera e a comparire su qualche copertina in edicola.
A parer mio – forse perché sono troppo ottimista- il calcio non finisce questa sera. Io credo che esisteranno ancora giocatori legati alla maglia tanto quanto Totti, così come lo sono i più “anziani” Buffon e De Rossi, ma anche come Florenzi, Insigne che – al di là di quanto si leggeva sui giornali (mi riferisco in particolare al rinnovo del contratto di Insigne) – sembrano avere altri sogni da realizzare, oltre che accrescere il proprio conto in banca. Credo inoltre che i tifosi sosterranno le squadre di calcio indipendentemente dal fatto che a capo di queste vi sarà un magnate che non parla italiano e che non ha mai avuto niente a che fare con il calcio e le sosterranno anche il venerdì pomeriggio o il lunedì sera se così sarà imposto dai diritti televisivi.

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Francesco Totti. Fonte Tuttosport

Il calcio è lo sport più amato e seguito nel mondo. Servirà ben altro per corromperlo e se stasera si chiuderà un ciclo, presto se ne aprirà un altro.

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