L’Agenzia dei beni confiscati deve restare a Reggio!

Torna alla ribalta l'eventuale trasferimento dell'Agenzia, che prevede il declassamento della sede di Reggio da centrale a subordinata in favore di Roma.

Già in passato abbiamo più volte avuto modo di affermare l’assoluta inadeguatezza del progetto di riordino dell’Agenzia, che dopo mesi di stasi, nelle prossime settimane, come una sorta di fiume carsico, rischia di tornare alla ribalta con la calendarizzazione della discussione nell’aula di Palazzo Madama”. Queste le parole decise di Giuseppe Falcomatà. Il primo cittadino enuncia la necessità di uno scatto d’orgoglio da parte dell’intera cittadinanza e della classe dirigente reggina, sottolineando la discutibilità dei motivi che determinerebbero il  dislocamento. Alla base di questo “progetto di riordino” ci sarebbero “le difficoltà logistiche sui trasporti da e per Reggio Calabria”.

 

Giuseppe Falcomatà. fonte: ntacalabria.it

 

Una simile decisione infliggerebbe  l’ennesima coltellata  ad una città che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante in tema di confisca di beni alla criminalità organizzata.  Una simile motivazione sa di scorciatoia: piuttosto che favorire lo sviluppo delle infrastrutture e del sistema dei trasporti in funzione di un’ Agenzia che ha ottenuto grandissimi risultati, ci si nasconde dietro ad un mero “riordino logistico”?. La confisca dei beni è uno degli strumenti maggiormente incisivi nella lotta alle mafie, uno strumento che colpisce gli affetti e l’orgoglio del mafioso e che permette di donare alla collettività, soprattutto tramite il mondo dell’associazionismo, beni ed opere di inestimabile valore. La confisca rappresenta l’emblema della rinascita, il rifiorire di un bene marcio e malato che può essere guarito. A tutela della permanenza dell’Agenzia nella città metropolitana di Reggio Calabria si è sollevato un coro unanime. Domani, 10 giugno 2017 alle ore 17, associazioni, sindacati, politici e liberi cittadini scenderanno in piazza per gridare a viva voce il coro “Reggio non può e non deve morire”: subire uno scippo del genere suonerebbe come una beffa per l’intera collettività. Il punto di raccolta è la sede dell’Agenzia dei beni confiscati, situata lungo il viale Amendola.

 

Sodano, direttore dell’agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati alla mafia con sede a Reggio Calabria. fonte: ReggioTV

Anche la classe dirigente locale ha manifestato sdegno nei confronti di questo fantomatico “riordino logistico”. Domenico Battaglia (PD) ha dichiarato che al fine di preservare la permanenza dell’Agenzia nella città dello Stretto, si farà promotore di una serie di iniziative istituzionali per scongiurare il trasferimento di una realtà importante da un territorio ad alta densità criminale dove lo Stato è chiamato ad attestare con più forza ed incisività la sua presenza.  Messaggio analogo è stato trasmesso da Cannizzaro (Cdl): la sede non può essere spostata da Reggio Calabria a Roma. Il governatore si attivi per bloccare l’ennesimo scippo. Anche il mondo sindacale ha mostrato attenzione a riguardo. Mimma Pacifici, segretario della CGIL della Camera del Lavoro Reggio-Locri, ha definito il caso del possibile trasferimento una scelta inadeguata. Trovo sconcertante che il Governo voglia spogliare la città in riva allo Stretto di un simile presidio, simbolo di legalità e della presenza forte dello Stato nella lotta contro la ‘ndrangheta.

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