Di Simone De Maio

Venerdì 21 luglio si è esibita, per la prima volta, a Reggio Calabria Sara Ammendolia, alias Her Skin, artista modenese che prende il nome da un verso della canzone intitolata Cinnamon dei The Long Winters. Il concerto si inserisce nell’interessante programma di incontri musicali organizzati dal locale Meno1 in una location indovinata e piacevole situata all’aperto nella zona alta della città. L’affaccio dall’alto sul mare e il tramonto, orario scelto dagli organizzatori per i concerti, forniscono uno scenario suggestivo agli artisti che si alternano nelle serate iniziate venerdì 7 Luglio con l’esibizione di One Glass Eye.

Her Skin ha presentato nella città calabrese l’album intitolato “Head above the deep”, uscito per l’etichetta indipendente Tempura dischi nel maggio dello scorso anno. La cantautrice modenese si presenta come una moderna fusione tra Vashti Bunyan e Cat Power suonando essenzialmente la chitarra e dando voce alle proprie emozioni che trovano espressione nelle sue canzoni.

L’artista, nel corso del concerto, ha mostrato un’innocenza quasi spiazzante, dando inizio all’esibizione con un arpeggio minimale e con il racconto della sua umana esistenza: i fallimenti, i drammi, le piccole bellezze e le sue fragilità. Tra una traccia e l’altra Sara Ammendolia ha rivelato alcuni piccoli aneddoti riguardati la storia dei brani: una discussione accesa con la madre, un luogo amato durante un viaggio, amori non corrisposti. Attraverso di essi l’artista è entrata nel cuore del pubblico reggino creando un atmosfera d’incredibile intimità, apprezzata e condivisa dai presenti che hanno richiesto all’artista diversi bis che Her Skin ha eseguito prolungando così il piacere dell’ascolto.

18301693_1346452718772543_553225147629726591_n

Sara Ammendolia è un’artista che non ha bisogno di alcun artificio o supporto costruito per farsi notare sul panorama musicale, la sua naturalezza e bravura le hanno ritagliato un posto nel mare di artisti emersi negli ultimi anni sul territorio nazionale. La personalità artistica di questa cantautrice trae origine da una profondità che trapela dalle sue composizioni e vibra con la sua musica malgrado la grande introversione e una fragilità che, durante l’esibizione, diventa fascino e forza trainante capace di portare il pubblico dentro il cerchio emotivo della sua musica.

Ci auguriamo di rivedere Her Skin suonare ancora sulle rive dello stretto presentando un nuovo lavoro in un contesto magari raccolto e intimista e in una stagione più congeniale al suo stile come l’autunno, il momento in cui le foglie cadono, metafora non soltanto dello scorrere del tempo, ma anche dell’inesorabile cambiamento della realtà.

Commenti

commenti

SHARE