Articolo di Simone De Maio

Mercoledì 16 agosto si è esibita presso il locale Meno1 di Reggio Calabria la band veneziana Ophir, composta da Marco Centasso (contrabbasso, basso elettrico), Jacopo Giacomoni (sax alto) e Raul Catalano (batteria), formatasi inizialmente nei laboratori d’improvvisazione musicale organizzati dal prof. Daniele Goldoni presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il nome scelto dalla band fa esplicito riferimento ad una regione menzionata nella Bibbia, situata nell’estremità meridionale del Mar Rosso, zona geografica nota per l’importante commercio di oro, incenso e spezie dei Fenici.

L’esibizione fa parte del programma estivo di concerti proposto dal locale Meno1 che si sta rivelando sempre più interessante nelle proposte musicali offerte al pubblico reggino che comprendono artisti sia reggini che provenienti dalla scena nazionale.

Gli Ophir hanno presentato il loro primo album autoprodotto uscito il 31 Maggio di quest’anno. La band ha proposto un free-jazz sicuramente influenzato da grandi artisti sia classici, come Orenette Coleman e John Coltrane, che moderni, come Fire! e Amir El Saffar, ma dimostrando un’ottima capacità compositiva e una tecnica ricercata e di pregio. Il concerto, cui ha partecipato un numeroso e attento pubblico, è stato intervallato dalle divertenti presentazioni dei brani cui si sono alternati tutti i musicisti. Tra i brani per esempio vanno citati ‘Topi’ traccia dedicata alla città di Venezia, oppure ‘Stai attento con quel phon Stanislao’ originata da un incubo del batterista Raul Catalano nel quale veniva inseguito da un uomo con un phon, e ancora il pezzo ‘Stanley Kubrick gira l’allunaggio’ scherzoso riferimento alle c. d. teorie complottiste secondo le quali sarebbe stato il regista Kubrick a girare l’arrivo dell’uomo sulla luna. Teoria che secondo i sostenitori di questa tesi sarebbe stata confermata dal film 2001 – Odissea nello spazio considerato come ricerca e progetto di sviluppo per il filmato dell’Apollo; ulteriore conferma sarebbe stata data dalla presenza, nel film Shining, del maglione rosso indossato dall’attore Danny Lloyd, in quel periodo ancora bambino, sul quale era disegnato il razzo in fase di decollo dell’Apollo 11.

La simpatia e la freschezza dei componenti della band, attraverso questa personale presentazione dei pezzi eseguiti, unita alle indiscusse doti tecniche ed espressive hanno fatto da volano nei confronti del pubblico attirandolo verso un genere musicale di non facile approccio e fruibilità.

Commenti

commenti

SHARE