Sono passati esattamente 16 anni da quando, quattro attentati, messi in atto contro obiettivi civili e militari, misero in ginocchio gli Stati Uniti d’America e gettarono nello sgomento l’intera comunità mondiale, legando indissolubilmente questa data al ricordo di quei tragici eventi.
<<Siamo stati vittima di un attentato terroristico. Daremo la caccia con tutte le nostre forze per trovare i colpevoli>>.
“Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”: da queste parole pronunciate con tono grave dal presidente degli Stati Uniti, George W. Bush a distanza di poco tempo dall’attacco alle Twin Towers, traspare il dolore dell’intera nazione ferita.

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George W. Bush

Due arei si schiantano contro le torri gemelle del World Trade Center, un terzo aereo trova l’obbiettivo del Pentagono, un altro ancora si schianta al suolo in Pennsylvania e un’autobomba esplode davanti al Dipartimento di Stato, a Washington. Gli attacchi a vengono tutti in poco tempo, gli affiliati dell’organizzazione terroristica di al-Qaida a dirottare i quattro voli civili sono complessivamente pochi, diciannove, nonostante ciò non altrettanto esigui furono i danni e non altrettanto limitate le perdite. Gli attacchi causarono circa tremila vittime. Nell’attacco alle Twin Towers le vittime furono 2.752.
Gli Stati Uniti hanno saputo risollevarsi prontamente dalla disperazione di quei giorni ma ancora oggi nonostante gli sforzi, sono stati identificati i resti mortali solamente di 1641 vittime, che significa che il 40% di essi continuano a non avere un nome.
Oggi, a distanza di sedici anni, con una sanguinosa guerra alle spalle, il mondo sembra aver imparato la lezione sbagliata. Lo scontro tra culture diverse, di cui per certi versi l’11 settembre è diventato emblema, sembra più che mai attuale. Nel ricordo di quelle incolpevoli vittime, oggi il mondo, carico di tensioni sociali, culturali, nazionali e internazionali dovrebbe fermarsi a riflettere magari pungolato dalle parole di un poeta come Ungaretti.

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Giuseppe Ungaretti

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Parola tremante
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Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
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Fratelli

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