Il mese di settembre da sempre è considerato uno dei mesi più amari dell’anno: perché sinonimo della fine delle vacanze estive, della ripresa del lavoro per i lavoratori e della ripresa della scuola o degli esami per gli studenti. Eppure per chi è nato a Reggio Calabria o comunque nelle vicinanze, settembre è addolcito da un evento che coinvolge tutti i cittadini da secoli ormai, ossia la Festa della Madonna della Consolazione, Patrona della città di Reggio Calabria, che viene festeggiata appunto ogni secondo sabato di settembre.

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La processione consiste nel portare la mattina del sabato la ‘’Vara’’ con l’effigie della Madonna dalla Basilica dell’Eremo fino al Duomo di Reggio Calabria (il tragitto è di circa 5,5 km e viene effettuato dai portatori della vara, associazione alla quale possono accedere soltanto i figli dei portatori, e quindi entrarci per dinastia, oppure gli abitanti del quartiere eremo, o chi appartiene a una famiglia di pescatori). I fedeli trascorrono la notte che precede la processione in preghiera alla Basilica dell’Eremo, e in piazza nell’attesa ci si intrattiene suonando e ballando la caratteristica tarantella, che contribuisce a rendere il tutto un evento unico.

Ma oltre la processione, oltre il clima di festa, le luminarie, i luna park, i concerti, i chioschi dei panini in ogni strada della città e gli spettacoli pirotecnici, questa festa racchiude in sè secoli di cultura e storia reggina. Il dipinto infatti (opera del reggino Nicolò Andrea Capriolo) è del 1547, e raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge Gesù bambino tra san Francesco – con una croce e nella mano destra il libro della Bibbia, nel quale è possibile leggere ‘’In principio Creavit Deus Celum Terra Auctem Erat Inanis et Vacua’’ – e sant’Antonio di Padova, con il giglio ed il libro della scienza teologica. In alto due angeli incoronano la Vergine con in mano una palma. La “Vara” è in lamina d’argento sbalzato su anima di legno, ed è stata eseguita tra il 1824 e il 1831.

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L’effigie della Madonna della Consolazione nella pala d’altare in bronzo dorato dello scultore calabrese Alessandro Monteleone presso la Basilica dell’Eremo di Reggio Calabria.

Il dipinto della Madonna è custodito quasi tutto l’anno dentro una pala d’altare in bronzo dorato dello scultore calabrese Alessandro Monteleone, all’interno della Basilica dell’Eremo. Il quadro fu benedetto nel gennaio del 1548 nella Cattedrale di Reggio dall’arcivescovo Agostino Gonzaga (appartenente alla dinastia ‘’Linea dei nobili Gonzaga’’ marchesi di Palazzolo e ramo cadetto della casata dei Gonzaga, tra le più note famiglie principesche d’Europa protagonisti della storia italiana ed europea dal XIV al XVIII secolo, e presenti anche nei ‘’Promessi Sposi’’ del Manzoni).

Tanti sono i racconti che da secoli sono accostati al Quadro e alla processione: si narra – ad esempio – che l’effigie, nel 1577, parlò a un umile fraticello per annunciare la fine della terribile pestilenza che in quel momento affliggeva la città di Reggio; il dipinto, portato nella Cattedrale, riapparì subito dopo sulla collina dell’Eremo. Questo prodigio fu interpretato dai fedeli come segno con cui la Madonna chiedeva di erigere proprio in quel luogo la sua chiesa, e la popolazione così fece. Da quel momento in poi il dipinto vive una tradizione carica di fede e di coinvolgimento popolare.

Fu il 24 maggio del 1657, con un atto notarile, che la città di Reggio si impegnò ad offrire ogni anno un cero votivo in occasione della festa del primo sabato successivo all’8 settembre; e con Decreto della S. Congregazione dei Riti del 26 agosto 1752 la Madonna che raffigura il dipinto fu dichiarata “Patrona della città”.

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Il quadro della Madonna della Consolazione custodito nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria.

Infine la cosa che rende bella e unica questa festa, è il senso di appartenenza e di fratellanza sentito da tutti reggini durante le celebrazioni e i giorni di festa.

 « Cu terremoti, cu guèrri e cu pàci,

sta fèsta si fìci, sta fèsta si fàci! »

« Con i terremoti, in tempi di guerra e di pace,

questa festa si è fatta e questa festa si farà! »

(Ciccio Errigo, poeta dialettale reggino)

Ciccio Errigo, poeta reggino. Fonte Wikipedia

 

 

 

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