Siamo davvero sicuri di sapere chi ascoltiamo nelle cuffie?

“Cambogia cantate falzo”: quando un gruppo di ragazzi trollano la scena indie italiana.

La scena indie italiana ormai è da un paio di anni che sta aumentando i numeri, sia per quanto riguarda i seguaci sia per quanto riguarda i volti che la compongono. E tempo fa abbiamo visto, fra i tanti, questo nuovo talento, Cambogia, che all’inizio sembrava una vera e propria parodia dell’ormai noto Calcutta. Tuttavia dopo aver pubblicato un suo album, dopo l’inserimento nelle playliste di Spotify, dopo un live da casa e le varie interviste abbiamo iniziato tutti a crederci che magari fosse davvero il suo stile, sia per gioco sia perché piace così. Ma non è proprio così che sono andate le cose. Ho parlato con uno dei ragazzi di questo progetto e questo è quello che ci ha raccontato:

“Cambogia è il cantante più indie di tutti i cantanti indie” così intitolava l’articolo su Wired.it. Ma adesso chi è Cambogia e perché è nato? L’estate scorsa tra una birra e l’altra al locale che frequentiamo di solito, uno di noi ad un certo punto disse “ma perché non facciamo un finto cantante indie?” e la risposta fu “perché no” dato che la situazione in questo campo stava prendendo una piega ridicola con tutti questi nuovi artisti da 4 soldi. Avevamo un contatto a Wired e così gli abbiamo proposto il nostro progetto.

Realmente chi c’è dietro questo “progetto”? È un progetto Ground’s Oranges. Facciamo i videomaker. Il primo pezzo di Cambogia lo ha scritto uno di noi, Riccardo Nicolosi che si occupa di sound engineering ed è polistrumentista. Si chiama “il mare non è niente di speciale” perché io odio andare al mare e ne ho scritto il testo che è una specie di riassunto random della poetica indie attuale.

Cosa volevate dimostrare? La nostra teoria è che si può far emergere un artista solo grazie all’hype aldilà dei meriti artistici e che se ci siamo riusciti noi senza etichetta, ufficio stampa e agganci a vari livelli, chissà quanto sia facile per chi è ben inserito in alcuni giri.

Ci siete riusciti? Ci siamo riusciti nel limite delle nostre possibilità. Intendo che lo stesso scherzo se organizzato in ambiente romano o milanese avrebbe avuto di sicuro maggiore risonanza e fama. Qua in Sicilia siamo anni luce lontani da quel mondo ed è molto più difficile arrivare al pubblico. Probabilmente se avessimo avuto più contatti in tutta Italia (ad esempio con radio deejay o rolling stone) da sfruttare sarebbe stato comodo.

Questa è la mia preferita! [N.d.R.]

Avete mai pensato, che da gag si poteva trasformare in qualche contratto discografico serio? Non lo abbiamo mai fatto per i soldi o per cercare un contratto discografico. Non rientrava affatto nel nostro interesse. Noi facciamo un altro lavoro e questa è stata solo una parentesi.

Come avete scritto l’album? L’ album è stato scritto in 3 mesi scarsi a giorni molto alterni da Riccardo Nicolosi e Davide Ianniti (che è la voce di Cambogia). Sono 2 persone estremamente serie in quello che fanno e nonostante l’indie non fosse il loro genere si sono applicati al massimo per riprodurre quella tipologia di musica.

Qual è il riconoscimento più grande ricevuto? Il riconoscimento più grande è stato essere chiamati per suonare da così tanta gente in tutta Italia senza muovere un dito e senza aver mai suonato prima live.

Ultimamente avete scritto: “Siamo davanti ad un paradosso molto particolare. Cambogia non è mai stato famoso e non lo conosce nessuno eppure sta facendo incazzare un sacco di gente a vari livelli” cosa sta succedendo adesso che è avete svelato l’intero progetto? Dopo che abbiamo svelato la vera natura del progetto (non che fosse difficile intuirla dato che avevamo dato vari segnali abbastanza palesi) stiamo assistendo a diverse reazioni. I migliori sono stati i fan che nonostante tutto hanno continuato a supportarci, mentre quelli che l’hanno presa decisamente male sono stati altri “colleghi” del settore musicale e tanta gente che fa parte del mondo delle webzine. Se tanta gente si sta incazzando vuol dire che nel nostro piccolo qualche tasto dolente lo abbiamo toccato.

Dopo che avete tolto la maschera stanno sorgendo i dubbi su LIBERATO, voi cosa pensate di questo ultimo progetto nella scena italiana? Non sappiamo quale sia la verità su LIBERATO ma abbiamo una nostra opinione in merito. A nostro parere è un personaggio anche esso di finzione, interamente creato da un altro videomaker, in maniera sospettosamente ravvicinata al nostro progetto. La differenza sta nel fatto che si prefiggono intenti diversi, il nostro era quella di puntare il dito contro un meccanismo, quello di LIBERATO è quello di rimodernizzare in qualche modo la canzone napoletana e rinnovarne l’immagine da anni legata a vari stereotipi. LIBERATO è Nino D’angelo 2.0 0.

Dopo avervi tartassato a domande, cosa avete capito da questo progetto? Che l’ambiente musicale non fa per noi. Troppo complicato e pieno di compromessi. Dalle ultime reazioni ti possiamo anche dire che c’è tanta gente che si prende troppo sul serio e poi alla fine fa musica di merda.

Ps: Cambogia da cantante, è passato a cantante “falzo” fino ad oggi che non esiste più neanche la pagina Facebook.

Qui il video dove hanno annunciato il misfatto.

Commenti

commenti