I cittadini tedeschi, nella giornata di ieri, hanno espresso il proprio voto utile per il rinnovo del Bundestag, la Camera bassa del Parlamento. L’affluenza definitiva si è attestata al 76,2%. Analizziamo nel dettaglio l’esito della suddetta tornata elettorale. La Cdu della Merkel prevale sulla Spd di Martin Schulz ma subisce un duro colpo arretrando dell’8,5% rispetto alle elezioni del 2013 in cui ottenne il 41,5%. Sconfitta bruciante per i socialdemocratici: il partito di Schulz ha perso ben cinque punti rispetto al voto di quattro anni fa. Anche in Germania guadagnano terreno i populisti dell’Afd, che entrano di diritto, avendo raggiunto il 12,6%, nel Parlamento tedesco. I nazionalisti nel 2013 restarono fuori dal Bundestag. I liberali guadagnano  il 10,7%, i Verdi l’8,9% e Linke il 9,2%. Sostanzialmente Angela Merkel si aggiudica 244 seggi sui 631 del nuovo Parlamento. A Schulz vanno 154 seggi; 96 all’Afd; 77 ai liberali; 68 ai Verdi; 66 a Linke. E’ tempo di coalizioni. Schulz ha già negato ogni possibilità di alleanza con la Cdu. L’alternativa papabile potrebbe essere la nascita di una coalizione “giamaicana” con Cdu, Verdi e Liberali. La Merkel, dopo aver ricevuto i dati ufficiali delle elezioni, ha ammesso di non essere propriamente soddisfatta del risultato perseguito, ma ha affermato con forza che “nessun governo può essere formato contro la Cdu”.

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Angela Merkel. Fonte quotesgram.com

Schulz ha persino parlato di “giorno difficile e amaro per la socialdemocrazia”. Commentando l’ingresso dell’ Afd nel Bundestag, ha dichiarato che “può rappresentare un pericolo”. Ha aggiunto con forza la parola fine a qualsiasi accordo con la Cdu e la Csu.

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Martin Schulz. Fonte wikipedia.org

Weidel, leader della destra nazionalista, ha commentato in tal modo il trionfo: “instaureremo un’opposizione ragionevole ma per la Germania ed i tedeschi prima di tutto e stando attenti a cosa farà Angela Merkel”. “Ci saranno colloqui difficili, faremo soltanto quello in cui crediamo”, queste le dichiarazioni della candidata maggiore dei Verdi, Catrin Goering-Eckardt. In maniera convinta il leader dei liberali Chrstian Lindner, ha sostenuto che “la scorsa legislatura è stata la prima in cui i Liberali non sono stati presenti in Parlamento, e sarà anche l’ultima”.

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