La legge sul fine vita a che punto è?

Tra il 26 e il 28 settembre, insieme ad una montagna di altri atti legislativi lasciati in sospeso, il Senato dovrebbe finalmente pronunciarsi.

Avevamo già trattato l’argomento qui.  Cosa è cambiato da quella data? Lo scorso 20 aprile la Camera ha approvato la “legge sul fine vita”. Cosa prevede e cosa cambierebbe qualora il testo dovesse passare anche al Senato? La proposta di legge 1142, denominata “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico”, consentirebbe al paziente affetto da malattie irreversibili ed incurabili, di esprimere in anticipo , tramite il noto testamento biologico, quali trattamenti medici ricevere. Come accade di continuo nel nostro Paese, la suddetta questione è tornata alla ribalta dopo il sollevamento di un caso mediatico che ha scosso l’intera opinione pubblica. Facciamo riferimento alla vicenda del piccolo Charlie Gard. In quell’occasione i medici britannici hanno impedito il ricorso a una terapia sperimentale negli USA poiché considerata un caso di accanimento terapeutico. Gran parte dei componenti della classe politica nostrana ha espresso il proprio parere. La caciara attorno alla vicenda è stata scandalosa. Dopo la tempesta è tornata la quiete. Svanito il clamore mediatico, per l’ennesima volta la legge sul fine vita è tornata in sordina. Il Senato avrebbe dovuto pronunciarsi a fine luglio ma il tutto è stato rimandato a settembre. Si riuscirà a rendere possibile l’approvazione della legge prima del termine della legislatura? Spieghiamo meglio gli effetti che verrebbero prodotti qualora dovesse entrare in vigore. La legge sul fine vita garantirebbe a qualsiasi maggiorenne la possibilità di rinunciare a determinate terapie mediche, in particolare la nutrizione e l’idratazione artificiale. La novità assoluta di tale disposizione legislativa è il DAT, disposizioni in materia di trattamento anticipato, un documento in cui il diretto interessato può elencare le terapie alle quali rinunciare.

 

DAT, Disposizioni anticipate di trattamento.

 

Come funziona concretamente tale documento? Ogni maggiorenne , capace di intendere e di volere, indicando un fiduciario per l’attuazione, può avvalersene. Le disposizioni in materia di trattamento anticipato vanno sottoscritte mediante atto pubblico o scrittura privata. Viene data altresì la facoltà di utilizzare videoregistrazioni, con la presenza di un notaio, pubblico ufficiale o medico del Ssn o convenzionato. Il documento può essere revocato o modificato in ogni momento ed in caso di urgenza anche oralmente davanti a due testimoni. Quale deve essere l’oggetto delle predette disposizioni? Il soggetto deve manifestare “ le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazioni artificiali”. Altro aspetto da non sottovalutare è il rapporto che va ad instaurarsi tra medico e paziente coinvolto: il medico deve obbligatoriamente attenersi alle volontà espresse dal malato. Il medico può essere obiettore di coscienza con riferimento allo “staccare della spina”, ma immediatamente un altro medico della medesima struttura dovrà intervenire. Il passo decisivo della legge riguarda la possibilità del soggetto che ha manifestato la volontà di non osservare determinate terapie, di godere del diritto all’interruzione delle terapie senza l’intervento della giurisprudenza e senza sostenere spese legali enormi. In passato, Welby ed Englaro ottennero per via giurisprudenziale l’interruzione dei trattamenti dopo lunghissime e costosissime battaglie legali.  Andiamo adesso ad analizzare le posizioni assunte dai vari partiti.

 

Piergiorgio Welby. Fonte repubblica.it

 

Il Partito Democratico, che dovrebbe incarnare ideali di sinistra (il condizionale è d’obbligo), si sta dimostrando eccessivamente attendista in merito all’approvazione definitiva della legge. L’altra sinistra, Mdp su tutti, da subito si è dimostrata favorevole alla sua entrata in vigore. I cinquestelle sono uomini dalle grandi sorprese: apparentemente sembrerebbero propensi ad esprimere una votazione positiva in Senato, sebbene contrari ad alcune parti della legge. Ma la sorpresa, come già accaduto in passato, è sempre dietro l’angolo! Il mancato voto favorevole dei grillini metterebbe a rischio l’approvazione della legge. La stragrande maggioranza del centrodestra è fortemente ostile al varo della legge sul fine vita, orientamento condiviso anche dai parlamentari cattolici.  Uno dei rischi principali, come sottolineato dai più, è che la legge venga rallentata in modo da impedire che la sua approvazione arrivi prima del termine della legislatura, nel marzo 2018. E’ fondamentale cogliere la posizione dei sostenitori della libertà di scelta sul fine vita. A loro avviso la legge è in buona sostanza positiva, ma è caratterizzata da lacune.

Risultato immagine per legge fine vita
Attivisti pro Eutanasia. Fonte apocalisselaica.net

Ad esempio è concessa troppa libertà al medico, il quale potrebbe rifiutarsi di seguire le  indicazioni del paziente o quelle contenute nelle DAT, poiché sono state scoperte nuove terapie che potrebbero garantire un miglioramento del paziente di cui lui stesso non poteva esserne a conoscenza nel momento in cui ha sottoscritto le DAT. Il Vaticano ha peso all’interno della vicenda? Saremmo malpensanti, ma la Chiesa, nonostante la “rivoluzione” posta in essere da Papa Francesco, continua a costituire un bacino elettorale strategico sia a destra che a sinistra. Soltanto le persone con i prosciutti negli occhi negano la presenza di forti relazioni (comparati, n.d.r.) tra uomini di Chiesa e classe politica. Dopo chiacchiere portate via dal vento, l’Italia, in attesa della votazione del Senato, rimane ultima in Europa sul fronte del fine vita e se in Senato passasse anche un solo emendamento sfumerebbe in maniera definitiva la possibilità di avere una legge sul fine vita anche in questa legislatura!

 

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