La repubblica dei mediocri

La scalata di Luigi Di Maio tra luci e ombre di un Movimento che si candida a classe dirigente

Da web master a candidato premier il passo è breve. Da carpentiere a Vice Presidente della Camera la distanza si accorcia ancor di più. Ed è proprio Luigi Di Maio l’uomo del momento, lo stakanovista d’Italia, la primula rossa del Movimento 5 Stelle che ha messo  d’accordo proprio tutti. Giggino è infatti finora risultato l’unico uomo degno di nota tra i candidati a premier che il popolo grillino dovrà scegliere attraverso la piattaforma Rousseau. E infatti si sfilano Di Battista e tutti gli altri uomini di punta del movimento, in una competizione con un regolamento inedito: anche chi ha procedimenti penali pendenti potrà chiedere di candidarsi. Ma la scelta di convergere su un solo nome ha fatto uscire fuori il giovanotto di Pomigliano D’Arco.

Appena arrivato a Montecitorio era stato soprannominato il cucciolo, per via della tenera età. Ma il cucciolo ha saputo farsi strada tra i corridoi di palazzo, dimostrando astuzia e caparbietà, sapendo mettere d’accordo le correnti dei 5 Stelle, che esistono anche nel partito in cui dissentire è vietato. Ma Giggino ha in tasca appena un diploma, e una laurea mai presa alla Federico II, dove ha sempre preferito fare l’attivista. E proprio lui, ce ne ha regalate tante: lacune dappertutto, con un profilo culturale davvero basso, preso di mira da giornali e satira: storia, geografia, diritto, politica; nemmeno gli esami a settembre farebbero miracoli.

Del resto cosa aspettarsi da chi sostiene di ispirarsi all’intero Pantheon della Prima Repubblica, da Berlinguer ed Almirante: ma sorvoliamo sullo scarso depositum fidei ideologico del M5S: il Web Master, l’uomo che “fino a qualche anno fa prendeva la paghetta” tra meno di un anno potenzialmente potrebbe ricevere l’incarico di formare un nuovo governo; o nella peggiore delle ipotesi ricevere la guida di un dicastero abbastanza importante, con una maggioranza di larghe intese. Insomma, ne sentiremo parlare ancora per un po’ di tempo: con il PD dormiente, l’idea di una coalizione anti-sistema, euroscettica si fa sempre più realtà, con una compagine di Governo a guida M5S, seguono a ruota Lega Nord e Fratelli D’Italia.

Ma forse Di Maio è quello che ci meritiamo: un politico mediocre, per la repubblica dei mediocri. Quella che Checco Zalone apostrofava come la repubblica del posto fisso, che al sogno americano oppone il sogno dell’impiego statale. Ma Giggino nasconde molto di più, dalle amicizie potenti, agli imprenditori che hanno deciso di appoggiare il sogno a cinque stelle, passando per i lobbisti e per una fidanzata un po’ troppo nell’ombra ma già definita come il vero motore immobile della fortuna del numero due di Palazzo Montecitorio.

Oggi l’Italia a 5 stelle è sempre meno fantapolitica, e sempre più realtà: le elezioni siciliane sono sempre più vicine, e si prospetta una vera e propria débâcle per il PD, mentre è testa a testa tra Cancelleri e Musumeci. E proprio Giancarlo Cancelleri è uomo di Di Maio, in una Sicilia che è la regione con il maggior numero di sindaci grillini.

Dopo la conquista di 2 tra le 4 più grandi città d’Italia, il partito di Grillo macina percentuali anche in una regione chiave come la Sicilia, primo banco di prova in vista delle elezioni della primavera 2018. Segnatevi questa data, perchè la repubblica dei mediocri è vicina ad incoronare il suo nuovo premier.

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