Le elezioni Regionali siciliane in programma il 5 Novembre stanno ormai da giorni mettendo in primo piano la politica insulare, offuscando per il momento la politica nazionale ancora assopita per il recente rientro dalle vacanze e sempre troppo concentrata sulle bagarre di partito che annoiano i cittadini.

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Benché la Sicilia abbia sempre offerto personalità di spicco alla politica nazionale i Governi dell’isola susseguitisi negli anni non si sono certo contraddistinti per l’efficacia delle azioni e l’integrità degli esponenti. In vista di questa tornata elettorale le diverse forze politiche in campo sembrano essere intenzionate a invertire una tale scoraggiante tendenza provando a offrire una flotta di candidati non soltanto capaci di vincere la competizione elettorale, ma anche di garantire il migliore dei governi possibili. È proprio qui che entra in gioco la Società Civile: i sondaggi di questi giorni prevedono un testa a testa tra il Movimento 5 Stelle, che come sempre si propone come forza di rottura rispetto alla politica classica e il centrodestra che ritrova dopo tempo una solida unità nell’ accordare il sostegno alla candidatura di Musumeci avanzata da tempo dal movimento civico #DiventeràBellissima. Anche se sensibilmente staccato nei sondaggi, anche il centrosinistra punta sul rinnovamento e su una personalità estranea al mondo della politica classica e di indiscusso valore come Fabrizio Micari, già rettore dell’ateneo di Palermo.
I sondaggi di questi giorni sulle intenzioni di voto dei siciliani danno il candidato pentastellato Giancarlo Cancelleri avanti con il 35% dei consensi, seguito a ruota (34%) da quello del centrodestra, mentre il centrosinistra staccato di almeno 13 punti.

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Giancarlo Cancelleri. Fonte La Voce dell’Isola

Il Centrosinistra sta almeno per il momento pagando l’insoddisfazione e le forti critiche per cinque anni di semi-fallimentare legislatura Crocetta, oltre che per la coalizione con i centristi di Alfano e la rottura con la Sinistra “scissionista”, che invece punta su Claudio Fava.

Altro aspetto degno di nota è che se si votasse oggi due milioni e mezzo di siciliani non andrebbero alle urne; si tratta di più della metà – il 54% – degli elettori.
Se la Società civile influisce molto sulla scelta dei candidati, altrettanto necessario pare, ad avviso di chi scrive, rivolgere ai cittadini siciliani un appello alla partecipazione ricordando ciò che cantava Gaber : “libertà è partecipazione”.

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