Certe emozioni, nello sport, vengono regalate solamente dai grandi campioni. Quelli con una sensibilità e un coraggio fuori dal normale. Quelli che ti fanno alzare dal divano e ti fanno gridare robe come “Non è possibile” o “Non ci credo”. Quelli che riescono a rendere facile l’impossibile. Quelli che ti fanno venire la pelle d’oca in ogni momento di una gara. Valentino Rossi, classe 1979, non può rientrare in questa lista. Valentino Rossi fa parte di una lista che va al di sopra di ogni altra cosa, in una lista di divinità probabilmente. Il terzo tempo di Aragon è semplicemente qualcosa di storico. A 20 giorni dall’operazione a tibia e perone della gamba destra, il Dottore sale sulla sua M1, abbassa la visiera e chiude per l’ennesima volta la bocca di tutti coloro che affermano che sia ormai “troppo in lì con l’età” per fare la differenza. 1.47.815, +0.180 dal pole-man e di giornata e compagno di squadra Maverick Vinales. L’impegno, la costanza e l’amore per ciò che fai portano sempre i risultati sperati e, a volte, insperati. Valentino Rossi è l’emblema del motociclismo ogni giorno sempre di più. Dopo 9 titoli del mondo (+1…), 20 anni di motomondiale, 360 gare, 115 vittorie, 226 podi e 64 pole position avete ancora voglia di criticare chi ha scritto e continua a scrivere la storia del motociclismo? Nonostante gareggi con piloti di 10, 15 anni più giovani nel pieno della propria carriera è lì sempre a combattere colpo su colpo, e ancora avete il coraggio di criticarlo? E se domani dovesse chiudere il GP ed essere fuori dal podio, avrete ancora la faccia di criticare un pilota “troppo in lì con l’età” con una gamba rotta? Se sì allora cambiate sport, il motociclismo non ha bisogno di gente che vede ciò che gli pare, che fa critiche sterili e tifo da stadio, quello lasciamolo al mondo del calcio per cortesia. Inchinatevi al Dio dei motori. Chapeau Vale, complimenti per la tua ennesima sensazionale impresa!

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