Outsider – Quando lo sport diventa leggenda: la favola del Verona di Bagnoli

Vi raccontiamo l’ultimo scudetto di provincia del nostro calcio.

La stagione 1984/85 vede il nostro campionato ai vertici del calcio mondiale. Il nostro calcio era frequentato da Zico, Platini, Rumenigge, Junior, Maradona; una provinciale come il Verona di Bagnoli quale ruolo avrebbe potuto avere in un campionato ricchissimo e di altissimo livello tecnico come quello italiano? L’esito della stagione 1984/85 appariva scontato. Le favorite erano le grandi corazzate, su tutte Juve, Inter e Roma. Il Verona interpretava il classico ruolo di Davide contro Golia. La storia del campionato italiano di lì a poco sarebbe cambiata. Chi era Osvaldo Bagnoli? Certamente non un allenatore rivoluzionario, uomo umile che faceva della tattica il suo punto di forza. Fondamentale il suo rapporto con il Presidente Celestino Guidetti, che con l’aiuto del Direttore Sportivo Mascetti, regalò a Bagnoli, senza alcuna spesa folle, una squadra con gli attributi che riusciva a far divertire il pubblico.

 

Risultato immagine per osvaldo bagnoli
Osvaldo Bagnoli. Fonte primoluglio2004.it

Il Verona prima della suddetta stagione era già un team solido. Gli ingaggi di Briegel ed Elkjaer e dei giovani talenti Marangon, Donà e Turchetta fecero fare il salto di qualità. Ma il segreto della provinciale Verona era il suo tecnico; Bagnoli era uomo pratico e tenebroso, uno che sapeva il fatto suo. Molti lo chiamavano “Lo svizzero” per la sua meticolosità e per la  precisione con cui studiava ogni dettaglio tattico. In panchina era eccentrico: colpiva in maniera furiosa ogni oggetto che gli capitasse davanti per smaltire il nervosismo. Nello stesso tempo era un trascinatore ed un grandissimo motivatore. Arrivò al Verona dopo la promozione in A ottenuta con il Cesena. Lo scacchiere tattico proposto dal Mister rappresentava il classico gioco “all’italiana”: perno della manovra tattica era il libero, chiamato a costruire gioco; un centrocampo in grado sia di proporre che di arginare gli attacchi avversari; due attaccanti dalle caratteristiche tecniche completamente differenti. Decisivi per il progetto tecnico-tattico di Bagnoli furono le fughe in contropiede di Fanna e Briegel e le sortite offensive di Tricella. Il Verona era una compagine in grado di cambiare sistema di gioco in base agli avversari che aveva davanti.

 

Risultato immagine per verona 1985 formazione
Formazione del Verona calcio nella stagione 1984/85. Fonte storiedicalcio. altervista.org

Un inserimento cruciale fu quello del tedesco Briegel, calciatore che incarnava alla perfezione l’animo della provinciale Verona. Poderoso negli stacchi aerei e uomo dai mille polmoni. Altro elemento di qualità era “Turbo” Fanna, che era chiamato a riscattare la stagione mediocre con la maglia del Torino. Fanna era l’incubo di tutti i terzini del campionato. Tricella, Volpati e Di Gennaro erano gli uomini di maggior carisma, capaci di conferire entusiasmo e sicurezza anche ai più giovani, unici nel tenere ben saldo lo spogliatoio. Volpati era l’ombra del Mister, un allenatore in campo.

ELKJAER LARSEN supera Baresi del Milan. Fonte Anotando Futbol

 

Era colui che dettava legge, colui che dava avvio a tutte le manovre tattiche del Verona. In sostanza era la mente degli scaligeri. Il capitano Tricella era, invece, un calciatore elegante, mingherlino e timido. Dietro quell’immagine da giovanotto si nascondeva l’animo di un lottatore silenzioso. Da non sottovalutare assolutamente il ruolo esercitato da Di Gennaro, regista e tiratore imprevedibile, autore di assist spettacolari e punto fermo della Nazionale. Altro elemento di talento era il “Furetto” Galderisi. Lui già aveva conquistato il tricolore per ben due volte con la maglia della Juventus. Alto appena un metro e settanta, capace di segnare in tutti i modi (persino di testa!). La favola del Verona iniziò il 16 settembre del 1984. Gli scaligeri batterono il Napoli di Maradona con il risultato di 3 a 1. Da quella data in poi il Verona si dimostrò irraggiungibile. Le principali antagoniste furono Inter, Torino, Sampdoria e la sempre temuta Juventus. La partita che segnò senza dubbio la svolta e che diede consapevolezza agli uomini di Bagnoli fu la trasferta a Torino, sponda granata. I gialloblu, nonostante avessero pesanti assenze, sbancarono il Comunale con Briegel e Marangon dopo il momentaneo pareggio di Dossena.

 

Risultato immagine per briegel calciatore
Il tedesco Briegel. Fonte storiedicalcio.altervista.org

Il Verona subì la prima sconfitta stagionale soltanto all’ultima di andata, contro un Avellino pericolante, che riuscì ad imporsi grazie ad un campo ai limiti della praticabilità. Il girone di andata vide il Verona di Bagnoli in prima posizione. Platini, Maradona, Zico, Rumenigge e gli altri talenti del nostro campionato guardavano dal basso una provinciale che si apprestava a vincere il tricolore. Il 17 febbraio 1985 venne fuori il carattere e la personalità di quella squadra. Bagnoli aveva ben sei giocatori influenzati. La partita contro l’Inter appariva proibitiva. Altobelli, al 39’, portò avanti i suoi.  Proprio uno degli influenzati, il tedescone Briegel, con un colpo di testa imparabile mise a segno il gol del pareggio. La vera prova di maturità arrivò contro la Juventus di Platini. In quella partita una bordata dalla distanza di Di Gennaro pareggiò la rete di Briaschi. Il Verona vinceva anche quando giocava male. La seconda sconfitta stagionale arrivò contro il Torino. A causa di quello scivolone il Verona si trovò soltanto a quattro punti di distanza dalle inseguitrici. La domenica successiva i gialloblu affrontarono a San Siro i rossoneri. Fu la classica partita da squadra provinciale quella del Verona, conclusasi con uno scialbo zero a zero che, però, mise in luce il carattere del team di Bagnoli e la voglia di difendere il primato in classifica a tutti i costi. Il gioco spumeggiante della prima porzione di campionato svanì ma il Verona divenne un gruppo consapevole dei propri mezzi, capace di adattarsi alle situazioni di maggiore difficoltà. La favola si trasformò in realtà: a Bergamo, addirittura con un turno di anticipo, mister Bagnoli e i suoi poterono festeggiare una marcia inarrestabile! E’ festa scudetto!

 

Risultato immagine per scudetto verona 1985
Esultanza incontenibile di Mister Bagnoli e del suo gruppo. Fonte bloccosport.net

Commenti

commenti