Arrivano sempre più spesso alla mia attenzione segnalazioni di misure che molto spesso penalizzano i figli minori, soprattutto disabili, di persone sottoposte a misure cautelari limitative della libertà personale, anche di lieve entità”.

Lo afferma in una nota il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria.

Risultati immagini

Il diritto dei minorenni a rimanere in contatto con il genitore allontanato, espressamente previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, deve essere debitamente tenuto in considerazione – evidenzia il Garante – allo scopo di individuare misure di attuazione della pena che tengano conto del superiore interesse dei bambini, e qualora non bastasse la Convenzione Onu, è intervenuto nel frattempo il Protocollo “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”, siglato dall’Autorità Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, dal Ministero della Giustizia e dall’associazione “Bambini senza sbarre”, il 6 settembre 2016”, unico in Europa, che impegna il sistema penitenziario del nostro Paese a confrontarsi con la presenza quotidiana del “bambino in carcere”, se pure periodica, e con il peso che la detenzione del proprio genitore comporta”.

Con estremo rammarico, registro che spesso la Convenzione Onu e il Protocollo vengono disattesi con provvedimenti inspiegabili, anche quando la misura cautelare imposta al genitore è blanda – conclude Marziale – e pertanto auspico che quanti sono preposti a definire i provvedimenti in sede di giustizia siano più accorti ai diritti dei minori, visto e considerato che purtroppo in Calabria i casi sono più numerosi che altrove

 

Commenti

commenti

SHARE