Beffa per i pensionati

Pochi giorni fa la Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi in materia di perequazione.

Pochi giorni fa la Corte ha respinto le censure di incostituzionalità del Decreto Legge 65/2015 in tema di perequazione delle pensioni che ha inteso “dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte numero 70/2015”. La Corte, si legge nel comunicato diffuso nel corso della stessa giornata della sentenza, “ha ritenuto che diversamente dalle disposizioni del Salva-Italia annullate nel 2015 con la sopracitata sentenza numero 70 la nuova e temporanea disciplina prevista dal Dl. 65/2015 realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica”.

La questione, come ben ricorderanno i pensionati, trae origine dal decreto “SalvaItalia” con il quale si è inteso per contenere la spesa bloccare la perequazione per le pensioni di importo superiore a 1404 euro lordi mensili. La stessa Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittimo il blocco della perequazione determinando, di fatto, un problema per i conti pubblici, considerato che per dare attuazione alla sentenza lo Stato avrebbe dovuto sostenere una spesa stimata in circa 24 miliardi di euro.

Il Governo pro-tempore non ha inteso sostenere la spesa per cui ha varato un nuovo decreto legge, il 65/2017, con il quale ha dato una parziale attuazione al dettato della Corte Costituzionale spendendo di fatto circa 2,8 miliardi di euro rispetto ai 24 stimati.   Tale decreto ha scatenato comprensibilmente le reazioni dei pensionati, i quali hanno riempito di ricorsi sia gli uffici INPS che le aule dei tribunali, lamentando la mancata attuazione della sentenza 70/2015.

Risultati immagini per corte costituzionale sentenza pensioniIn questi giorni forse siamo giunti all’epilogo della vicenda, con la sentenza della Corte Costituzionale che, riconoscendo legittimo l’operato del Governo, chiude di fatto le speranze dei pensionati interessati. Certamente sorprende la decisione della Corte in quanto proprio mesi addietro si era pronunciata su un analogo ricorso affermando la ragionevolezza delle disposizioni che determinavano un prelievo sulle pensioni solo per un periodo limitato di tempo. In questo caso dispiace che non sia emerso nel dibattito successivo alla sentenza che la realtà sia diversa, in quanto il blocco della perequazione di fatto comporta una diminuzione permanente e continuativa dell’importo erogato ai pensionati. Adesso bisognerà attendere le motivazioni della Sentenza della Corte per capire quali siano le ragioni che stanno alla base di questa decisione.

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