Il 12 maggio del 2017 la storica band uruguaiana El Cuarteto De Nos ha pubblicato il suo nuovo album: “Apocalipsis Zombi”. Si tratta di dieci pezzi, scritti dal leader del gruppo Roberto Musso, in cui si analizzano tematiche della quotidianità a partire dal punto di vista di creature semi-mostruose.

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Come risultato di tale scelta una parata di esseri sovrumani, bizzarri e inquietanti attraversa i timpani dell’ascoltatore e lo spinge a soffermarsi su un aspetto della realtà, osservato però tramite il filtro deformante del grottesco e del mostruoso. Infatti, in questo bestiario ci si imbatte in figure inquietanti come “La Bestia”, cioè un uomo tanto oppresso da stare sul punto di trasformarsi in qualche creatura spaventosa, o l’essere artificiale che in “Mirada de Nylon” (sguardo di nylon) mostra le stravaganti componenti del suo corpo assemblato in maniera tanto asimmetrica da sembrare il mostro di Frankenstein. Il tenebroso, però, suscita anche una riflessione quando, nella canzone “Apocalipsis Zombi”, la tecnologia ci trasforma tutti in zombi, oppure riesce ad affascinare quando crea personaggi come l’uomo invisibile in “Invisible” o riesce addirittura a raggiungere un registro epico nel decantare le virtù di un super gaucho (“Gaucho Power”).

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In sostanza si tratta di un album che, dentro la cornice pseudo-mostruosa che si è creato, raggiunge risultati eclettici sia in termini di stile (grave, angoscioso, ironico, epico) sia in quanto ad argomenti che spaziano dall’inquietudine del sopravvento della tecnologia al pensiero ossessivo (in “Nombres”), alla moda del karma (“Hola Karma”) fino all’oppressione sociale che si manifesta in pezzi come “El Innombrable”.

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