Outsider-Quando lo sport diventa leggenda: Borg – McEnroe

La storia di una delle rivalità più famose del tennis, che ebbe il suo apice nella finale di Wimbledon del 1980, raccontata nel film di di James Pedersen in uscita nelle sale il 9 Novembre.

 

Il mondo del tennis ha proposto, nel corso degli anni, rivalità significative e durature, come quella tra Agassi e Sampras o, ancor più recentemente, quella tra Federer e Nadal. Nessuna ha però avuto la dirompenza emozionale di quella tra Borg McEnroe.

Risultati immagini per borg mcenroe
Björn Borg e John McEnroe. fonte: telegraph.co.uk

Ci troviamo a Stoccolma, 1978. Lo svedese Björn Borg è il miglior tennista al mondo, ha già collezionato sei titoli del Grande Slam e la vittoria del torneo “casalingo” sembra solo una formalità. John McEnroe è invece un debuttante che si era messo in mostra l’anno precedente quando, partendo dalle qualificazioni, aveva raggiunto le semifinali di Wimbledon, la più antica e prestigiosa competizione del tennis. I due si trovano contro in semifinale. Già dalle prime battute del match, il pubblico intuisce che sarà tutt’altro che una passeggiata per il beniamino di casa. Il primo set si chiude infatti 6-3 per McEnroe. Borg accenna ad una reazione nel secondo, ma il tennista americano ne ha di più e si aggiudica, con grande sorpresa di tutti, il set decisivo per 6-4.

Il 1978 è proprio l’anno della consacrazione per McEnroe, che si aggiudica cinque tornei tra cui il Masters. Borg, dal canto suo, si conferma ai vertici del tennis mondiale vincendo nove tornei, dei quali due slam (Roland Garros e Wimbledon) e fermandosi solo in finale allo US Open.

L’anno seguente è invece quello in cui la rivalità inizia a farsi sentire. I due si affrontano in semifinale a Richmond a Gennaio. L’incontro è molto combattuto e vede vincitore lo svedese che dopo aver perso il primo set vince il secondo (dopo un lungo tie break) e il terzo. A marzo i due si incontrano in semifinale a New Orleans con l’americano vincitore. Il primo incontro in una finale si ha a Rotterdam nel mese di aprile con la vittoria netta di Borg in due set, poi a Dallas vince McEnroe in 3 set e infine a Montreal ancora Borg in due set. Complessivamente nel 1979 i due si affrontano 5 volte con un bilancio di 3-2 per Borg; lo svedese in quell’anno conquista ben 13 tornei centrando ancora la doppietta Parigi-Londra, mentre McEnroe vince 10 tornei tra cui il suo primo titolo singolare nel Grande Slam all’US Open.

Il 1980 si apre con il Colgate-Palmolive Masters in cui Borg sconfigge McEnroe in semifinale. Il secondo incontro stagionale tra i due è quello che li consegna definitivamente alla leggenda, la finale di Wimbledon.

Alle 14.00 ora locale lo spettacolo ha inizio. Mc Enroe vince 6-1 il primo set dominando il gioco e l’avversario. Non sembra vero, ed infatti non lo è. Borg si riprende e vince il secondo e il terzo 7-5, 6-3. Mac gioca meglio, ma Bjorn è avanti. Alle 16.53, dopo due ore e mezza di battaglia, l’incontro varca le porte della storia. Borg serve sul 5-4 in suo favore al quarto.

Lo svedese si porta 40-15, due match point a favore per il quinto titolo consecutivo. Il campo centrale ribolle, pronto ad onorare Bjorn che a Londra è un re. Ma John McEnroe è un duro irlandese d’America e, semplicemente, rifiuta di perdere. Annulla i match point con due passanti, il primo di rovescio, il secondo di dritto al volo e strappa il servizio a Borg con una risposta di rovescio vincente su una prima al centro. “Come on”. L’urlo di John a pieni polmoni fa tremare il Centre Court.

I due tengono facilmente i successivi turni di battuta e si giunge al tie break. Ventitré minuti, trentaquattro punti giocati tutti d’un fiato, cinque match point per Borg e sette set point per Mac, i due avversari a turno nella polvere alla ricerca estrema del punto decisivo. Il pubblico è incredulo e, da un certo punto in poi, costantemente in piedi ad applaudire colpi da leggenda, giocati sempre con i piedi sul precipizio.

Nella irreale sequenza di giocate vincenti c’è un momento nel quale il destino si schiera. 11-10 per Borg, match point n° 6 nel set, lo svedese serve da sinistra e McEnroe risponde con un dritto molle e tagliato. Non vuole sbagliare ma il rovescio seguente è ancora più molle e sbatte mezzo dito sotto al nastro. Volontà divina o miracolo della fisica, la pallina bianca (per l’ultima volta) si arrampica sul nastro e atterra imprendibile nel campo di Borg. Il sospiro che si leva del Centrale è lo stesso di Mac che si scrolla la maglietta e la paura di dosso e va a vincere il parziale per 18-16.

All’alba del quinto il morale di Mac è alle stelle mentre quello di Borg è basso. È in questo momento però che lo svedese dimostra perché è il numero uno. Nel breve intervallo del cambio campo riesce a cancellare dalla mente le occasioni mancate e si presenta alla ripresa del gioco più forte di prima. Lo svedese soffre solo nel game iniziale ma da quel momento in poi concede a Mac solo un punto sui suoi turni di battuta. John al contrario si salva da 0/40 sia nel secondo che nell’ottavo game e solo la gran classe e l’istinto lo tengono a galla.

A Wimbledon nel quinto set si va avanti ad oltranza e si giunge così al quattordicesimo game, Mac serve sul 7-6 per Borg. Una risposta vincente di dritto e due robusti passanti portano Bjorn sul 15/40. Altri due match point. Stavolta basta il primo perché lo svedese passa di rovescio incrociato su una volée d’approccio troppo timida di Mac. L’americano si tuffa e inciampa in un estremo tentativo ma ora è proprio finita. Il centrale è in piedi e non smetterà di applaudire per interi minuti, mentre Borg cade in ginocchio e subito si rialza per correre a rete.

Risultati immagini per borg wimbledon 1980
L’esultanza di Borg, sfinito dopo quattro ore di incontro. fonte: mirror.co.uk

Poche settimane dopo, McEnroe è chiamato a difendere il suo titolo all’US Open, arriva in finale e fronteggia nuovamente lo svedese: i due danno vita ad un combattuto e spettacolare nuovo match, che si protrae fino al quinto set come il precedente, concludendosi stavolta con la vittoria di McEnroe. La quarta sfida del 1980 (decima in totale) è di nuovo a Stoccolma, dove i due si erano affrontati per la prima volta, ma in questo caso in finale e non in semifinale: stavolta lo svedese riuscì ad imporsi nettamente 6-3; 6-4 di fronte al pubblico di casa. Durante quest’anno, Borg e McEnroe si alternano in cima alla classifica mondiale: il 2 marzo McEnroe conquista il primato cedendolo il 24 dello stesso mese allo svedese che lo conserverà per 20 settimane per poi cederlo il 10 agosto e riprenderselo il 18 dello stesso mese e conservarlo fino al luglio 1981.

Risultati immagini per mcenroe us open 1980
McEnroe esulta dopo la vittoria dell’US Open nel 1980. fonte: sportskeeda.com

Nel Masters ad inizio stagione della nuova stagione McEnroe e Borg si incontrarono nuovamente e a prevalere è lo svedese che in finale vince poi il suo secondo titolo consecutivo. McEnroe sconfigge Borg nella finale del Milano Indoor in due set ma l’attenzione dei tifosi era volta a Wimbledon, dove a distanza di un anno i due si ritrovarono per disputare nuovamente la finale sui prestigiosi campi d’erba dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Anche stavolta la partita è molto combattuta ma si ferma al quarto set (due dei quali chiusi al tiebreak): McEnroe riesce a prevalere con il risultato di 4–6, 7–6, 7–6, 6–4.

Poche settimane dopo i due si ritrovano nuovamente nella finale dell’US Open. McEnroe aveva vinto le due edizioni passate, mentre Borg non era mai riuscito ad aggiudicarsi il torneo nelle tre precedenti finali disputate. Ancora una volta la battaglia è molto serrata, e ancora una volta McEnroe ne esce vincitore. Dopo questa sconfitta Borg si ritira dal tennis giocato lasciando campo libero a McEnroe e i due non avranno più occasione di affrontarsi in tornei ufficiali.

14 volte contro nell’arco di soli 4 anni, con 7 vittorie per parte. La loro rivalità leggendaria non è entrata nell’immaginario dei tifosi solo per le grandi vittorie sul campo, ma soprattutto per via dei due caratteri completamente opposti. Borg noto per la sua freddezza, la sua calma e la quasi totale assenza di emozioni in campo. Al contrario, McEnroe per il suo carattere ribelle e incline agli scatti d’ira, soprattutto nei confronti di arbitri e spettatori.

Due grandissimi campioni accomunati soltanto dalle vittorie e dal talento nel tennis. E non è un caso che la stampa abbia rinominato la loro rivalità definendola Fire And Ice. Fuoco e Ghiaccio. Oggi possiamo ammirare la longevità, i record ed lo stile di gioco unico di Federer, la grande capacità di Djokovic di adattarsi ad ogni superficie o i colpi aggressivi e potenti di Nadal, ma forse nessuno sarà più in grado, almeno nel mondo del tennis, di rappresentare quello che hanno simboleggiato Fire and Ice, McEnroe e Borg.

Risultati immagini per borg mcenroe
Fire and Ice, McEnroe e Borg.

Commenti

commenti