Outsider – Quando lo sport diventa leggenda: il trionfo epico del piccolo Guarani

Nel 1978 la squadra di Campinas conquistò il campionato nazionale brasiliano.

Abbiamo scelto oggi di raccontarvi l’impresa sportiva del piccolo Guarani, una squadra che ha reso ancora più affascinante la storia del campionato nazionale brasiliano. E’ lecito parlare di vero e proprio miracolo sportivo: il Guarani, al di fuori di ogni pronostico, nel 1978, superò il favorito Palmeiras, conquistando il campionato nazionale brasiliano. Ripercorriamo insieme le origini della squadra di Campinas. Il Guarani nasce nel 1911 grazie ad un gruppo di studenti guidato da Vicente Matallo. Il tutto nasce per gioco: gli studenti si davano appuntamento a “Praça Carlos Gomes” per disputare partite di calcio. La storia del piccolo Guarani sin dalle sue origini è avvolta da un pizzico di poesia: la denominazione deriva da un’opera di musica classica, “il Guarany“, composta da Antonio Carlos Gomes, musicista di fama internazionale del XIX secolo, l’unico compositore non europeo che ebbe successo anche nel nostro paese. Le premesse per riscrivere la storia del calcio brasiliano c’erano tutte. Fino al 1978 qual era il palmares della squadra di Campinas? L’unico titolo degno di nota fu raggiunto nel 1949, anno in cui il Guarani vinse un titolo paulista di seconda divisione con successiva promozione in massima serie. Quella del Guarani, dunque, è la storia di un team che raramente trionfa ma che entra nel cuore degli appassionati grazie alla forza del gruppo e alla voglia di dare spettacolo.

 

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Formazione del Guarani. Fonte storiedicalcio.altervista.org

La storia del piccolo Guarani è destinata ad avere una svolta epocale: nel 1978 si disputò la ventiduesima edizione del campionato nazionale verdeoro. Quella fu l’ultima stagione in cui vigeva un punteggio differente per la vittoria di un match in base al risultato raggiunto: venivano assegnati due o tre punti, con un punto supplementare attribuito soltanto per le vittorie con uno scarto di almeno tre reti. La formula del campionato brasiliano era molto complessa. Non è assolutamente paragonabile ai campionati che siamo abituati a vedere oggi, si trattava di un vero e proprio maxi torneo. Nella fase iniziale della stagione furono formati ben sei gironi, due con tredici squadre e quattro con dodici.  I primi sei di ogni gruppo avevano diritto ad accedere alla fase successiva. Il percorso del Guarani fu a dir poco tortuoso: il suo girone fu vinto dal Vasco da Gama. La squadra di Campinas si classificò terza a pari punti con Bahia e Ponte Preta, soltanto a quattro lunghezze dalla settima classificata. La seconda fase fu ancora più travagliata: gli uomini di Carlos Alberto Silva arrivarono quarti dietro a Vasco da Gama, San Paolo e Portuguesa. Il Guarani era una compagine abituata a soffrire: questo era il suo punto di forza! La terza fase determinò la svolta inarrestabile del Guarani. Gli undici di Silva eliminarono le più quotate Santos, Goias e Botafogo. E’ quarto di finale! Il Guarani affrontò l’Internacional Santa Cruz. All’andata finì 1 a 0 per la squadra di Campinas, al ritorno 2 a 1. Nel successivo quarto di finale fu spazzato via agevolmente anche lo Sport, battuto 2 a 0 all’andata e 4 a 0 al ritorno. E’ tempo di semifinali. Il Guarani, contro ogni pronostico, fece fuori il Vasco da Gama. In finale si disputò la classica sfida di Davide contro Golia. Il Guarani fu chiamato a confrontarsi con il Palmeiras, team nettamente superiore soprattutto a livello tecnico. Silva schierò la formazione migliore. Tra i pali l’esperto Helio Miguel, cresciuto nel settore giovanile della Portuguesa. La retroguardia era composta dal talentuoso Mauro Campos Junior, conosciuto come Mauro Cabecao, dotato di una visione di gioco eccezionale e da Miranda, prodotto del vivaio del Guarani. A centrocampo Carlos Renato Frederico aveva grandi doti offensive ed era uno specialista nei gol di testa. Zenon era il regista e proprio in quell’anno, grazie alle sue prestazioni, si guadagnò la convocazione in nazionale brasiliana. Rodolfo Carlos de Lima, detto “il capitano“, era un centrocampista offensivo che vedeva la porta. Una delle chiavi del trionfo del Guarani fu Luiz Augusto de Aguiar, conosciuto con il soprannome di “Bozo“, velocista e dribblatore: incarnava alla perfezione il prototipo del calciatore brasiliano. Ma il giocatore che decise la finale fu Antonio de Oliveira Filho, detto Careca.

 

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Careca. Fonte Pinterest.com

Era un attaccante capace di coniugare velocità, forza fisica e abilità tecnica. Era un calciatore che non aveva eguali nel suo ruolo, dotato di un destro e di un sinistro formidabili. La giovane punta esordì nel campionato verdeoro proprio nell’anno del trionfo del piccolo Guarani. Nella partita di andata, giocata il 10 agosto 1978, Careca si procurò un calcio di rigore, trasformato poi da Zenon. Fu il gol della svolta che gelò i centomila tifosi del Palmeiras. Durante il match di ritorno una sentenza fu il gol di Careca al 36′ del primo tempo: fu la rete che decretò il trionfo epocale del Guarani! Il Guarani entrava di diritto nella storia del calcio brasiliano. Il piccolissimo Guarani divenne gigante davanti a corazzate come l’Internacional di Falcao, il Flamengo e il Vasco da Gama del Maracanà, la Fluminense, il San Paolo e il Palmeiras. Questa è la dimostrazione che spesso per raggiungere determinati risultati non bastano i nomi, occorre carattere e sacrificio e soprattutto uno spogliatoio compatto, valori che rispecchiano alla grande il miracolo sportivo di una piccolissima realtà del calcio brasiliano.

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